Una Eneide del Pallone, un racconto epico-comico: tredicesima giornata di campionato
Dopo aver raccolto un solo punto nelle ultime due battaglie, Antonio da Lecce sa che non può sbagliare.
L’avversario di oggi è la Roma di Sir Claudio Ranieri che è stato richiamato per la III volta nella Capitale per salvare le sorti di una brigata allo sbando.
Con il pieno recupero del regista Slovacco Mister Conte può schierare gli undici gladiatori titolari.
Gli uomini di Mister Conte partono all’attacco ma non riescono a sfondare la difesa romanista.
Ci prova prima il genio georgiano poi Na-Politano poi due volte lo Scozzese ma nessuno dei colpi riesce a trafiggere Mile Svilar da Anversa.
I partenopei dopo la buona prova fornita contro i Campioni d’Italia sembrano aver ritrovato la fiducia persa dopo la sconfitta contro la Dea Atalanta.
Il risultato però non si sblocca e le due compagini tornano negli apogei sullo zero a zero.
Ci sono battaglie che, nonostante la superiorità territoriale, per vincerle c’è bisogno della Divina Provvidenza.
Dove l’occhio di migliaia di sostenitori azzurri vede il caso, la Provvidenza guida i passi incerti del Capitano che sradica la palla dai piedi di un avversario e serve Spartaco.
Nell’interminabile secondo che ammutolisce l’arena, la Provvidenza guida la danza saggia e serena di un uomo destinato a diventare un mito.
Al minuto LIV, l’uomo della Provvidenza, voluto fortemente da Mister Conte, piazza la sua miracolosa zampata e trafigge il portiere avversario.
Partenope può finalmente cantare, dare libero sfogo ad un urlo troppe volte strozzato in gola.
E quell’urlo liberatorio diventa ancora più energico, quando al minuto LXVI, Artem Dovbyk da Cerkasy centra la traversa su cross di Angelino.
La Divina Provvidenza è ancora dalla parte di Partenope e i suoi tifosi la omaggiano con festanti cori di ringraziamento e giubilo.
Il clima di festa però viene turbato da un episodio premonitore: al minuto LXVII Mister Conte getta nella mischia il funambolo brasiliano Neres al posto del genio georgiano.
Il prode Kvara ha un gesto di stizza nei confronti di Mister Conte e si accomoda in panchina con l’aria di chi non ha voglia di partecipare a una festa.
Nubi nere si ammassano all’orizzonte in una giornata di sole splendente.
Il fido Oriali, alle fine delle ostilità, spiegherà che il gladiatore ce l’aveva con sé stesso e i tifosi azzurri crederanno a questa versione.
Partenope è tornata prima e non c’è spazio per le polemiche.
Il viaggio epico di Mister Conte continua a vele spiegate.
La rubrica “Le gesta di Mister Conte” è a cura di Gianluca Papadia
[…] dal pantano del decimo posto, salì glorioso
fino ai fasti d’un tricolore sudato,
guidando dieci prodi e un portiere mezzo zoppo,
tra VAR infami e arbitri ciechi,
contro il fato, le squalifiche e i molteplici infortuni