Una Eneide del Pallone, un racconto epico-comico: ventesima giornata di campionato
Mister Conte aspettava questa partita con il Verona per riscattare la sconfitta dell’andata.
Quello che non si aspettava è arrivarci con la squadra falcidiata dagli infortuni e soprattutto dalla triste vicenda Kvara.
Il georgiano è ufficialmente fuori squadra per la decisione di lasciare la barca proprio sul più bello.
“Non lasciamoci distrarre” urla Antonio da Lecce ai suoi impavidi eroi.
Se il genio georgiano ha scelto l’ammutinamento, il condottiero azzurro deve pensare a come sostituire gli altri assenti.
Per fortuna Na-Politano recupera dall’infortunio ed è pronto a riprendersi il posto nell’attacco azzurro.
Con il suo rientro, Neres torna sulla sua fascia preferita e Spinazzola può arretrare per sostituire Olivera.
Gli uomini di Mister Conte sentono che il momento è delicato e partono subito all’arrembaggio.
Dopo soli V minuti, il Capitano scambia con Spartaco e buca le mani al portiere scaligero che tenta un intervento goffo dopo che la palla aveva sbattuto contro il palo.
Dopo I solo minuto L’Anguilla nera potrebbe subito raddoppiare ma manda alto da ottima posizione.
I partenopei hanno fame e combattono con il sangue agli occhi su ogni pallone.
La resa di Kvara gli ha donato una cattiveria maggiore.
Lo Scozzese sembra quello più ispirato e prima si esibisce in una bellissima rovesciata e poi si divora un gol già fatto dal limite dell’area piccola.
Si torna negli apogei con i partenopei in vantaggio di I solo gol.
Alla ripresa del gioco, i partenopei ripartono con ancora più vigore della prima frazione e sfiorano più volte il raddoppio.
Raddoppio che arriva al minuto LXII con una botta dell’Anguilla nera che frutta l’ennesima sponda di Spartaco.
I partenopei gestiscono il resto della battaglia con la consapevolezza di essere un grande squadrone.
Ci sono momenti in cui un comandante capisce che è inutile trattenere controvoglia i tuoi soldati.
Il verme del malcontento può turbare la pace di un gruppo che ha scelto di seguire il suo condottiero fino alla fine.
In questa squadra non c’è posto per le primedonne.
Il genio georgiano lo sapeva dal primo giorno in cui ha incontrato Mister Conte.
“O con me o contro di me” è il credo di Antonio da Lecce e il prode Kvara ha fatto la sua scelta.
Le Parche tessono il filo della vita e simboleggiano un destino che può essere crudele e ineluttabile.
Il viaggio epico di Mister Conte non si può fermare ad aspettare nessun eroe.
La rubrica “Le gesta di Mister Conte” è a cura di Gianluca Papadia
[…] dal pantano del decimo posto, salì glorioso
fino ai fasti d’un tricolore sudato,
guidando dieci prodi e un portiere mezzo zoppo,
tra VAR infami e arbitri ciechi,
contro il fato, le squalifiche e i molteplici infortuni