Un viaggio alla scoperta dei laboratori creativi di importanti artisti napoletani
Nel gergo comune, quando si parla di bozzetti si tende a indicare opere di poco conto, quasi schemi o schizzi che preparano alla creazione dell’opera d’arte vera e propria. Non la pensavano così gli artisti del XVII e XVIII secolo, per i quali i bozzetti erano opere d’arte finite, dotate di valore e bellezza pari a quelli dell’opera cui rimandavano.
Il direttore ad interim dei Musei Nazionali del Vomero, Luigi Gallo, ci conduce all’interno del laboratorio creativo di alcuni artisti napoletani con la mostra “Non è solo modello, ma quadro terminato”. Nella splendida Spezieria della Certosa sono esposti schizzi, bozzetti, macchie e cartonetti provenienti dalle collezioni permanenti e dai depositi di Castel Sant’Elmo, del Museo Duca di Martina nella Villa Floridiana e della Certosa di San Martino. L’allestimento, di grande impatto visivo, valorizza lo spazio in cui i monaci preparavano i medicamenti destinati non solo alla comunità religiosa, ma anche ai forestieri che ne facevano richiesta.
Per i pittori del Seicento e del Settecento i bozzetti e i modelli preparatori erano quadri dotati di autonomia, che spesso presentano un’immediatezza destinata a perdersi quando il soggetto viene riprodotto nel suo esito finale. Tanto che, come scrive Sebastiano Ricci nella lettera del 1731 a Giacomo Tassis, il modello è qualcosa di compiuto, da considerare persino più originale della pala d’altare di cui è la riproduzione in piccolo.
I modelli di Francesco de Mura, provenienti dal lascito del pittore al Pio Monte della Misericordia e acquisiti dallo stato agli inizi del Novecento, sono in dialogo con i bozzetti in terracotta di Lorenzo Vaccaro e Cosimo Fanzago. Ne emerge un percorso in cui scultura e pittura sono in perenne dialogo e scambio di idee. I bellissimi San Gennaro di Giacomo del Po e Francesco Solimena sono esposti insieme all’Allegoria della Fede di un anonimo maestro napoletano e i Dottori della Chiesa Latina del Baciccio e i bozzetti per la decorazione della carrozza di Carlo di Borbone e Maria Amalia di Sassonia. Al centro della sala troneggia invece la tela preparatoria di Paolo de Matteis del 1699 con San Bruno che intercede presso la Vergine per l’umanità sofferente ed ammalata, che ha poi realizzato in affresco sul soffitto della Spezieria.
Il percorso si chiude idealmente con il contributo del Museo Novecento a Napoli di Castel Sant’Elmo: i Disegni sotto le bombe di Emilio Notte, realizzati tra il 1941 e il 1944 in un rifugio antiaereo del rione Materdei, mostrano l’artista all’opera in condizioni estreme, restituendo non solo il valore storico dei fogli ma anche la loro intensa forza espressiva.
dal 4 dicembre 2025 al 13 aprile 2026 l’accesso alla mostra è compreso nel biglietto di ingresso alla Certosa di San Martino









