Fino al 19 aprile 2026 è possibile visitare l’allestimento nello spazio espositivo nel centro storico partenopeo
La Basilica di Santa Maria Maggiore alla Pietrasanta si erge monumentale e maestosa in Via Tribunali, la prima di tutta una serie di grandi Chiese che culminano nel Duomo di Napoli. La zona, secondo la tradizione, era infestata da un enorme maiale che spaventava ed attaccava i passanti. Il Vescovo Pomponio allora praticò un esorcismo e fece costruire una Chiesa paleocristiana, sui resti di un tempio romano dedicato molto probabilmente alla dea Diana. Col restauro Fanzaghiano degli anni sessanta del 1600 ebbe forme barocche ed acquistò ariosità e spazio e venne commissionato il favoloso pavimento maiolicato di Giuseppe Massa che tuttora è presente con i suoi girali e volute gialli e verdi.
Oggi ospita varie iniziative culturali e mostre internazionali. Dal 5 dicembre 2025 al 19 aprile 2026 sarà sede dell’esposizione organizzata da Navigare srl e curata da Achille Bonito Oliva e Vittoria Mainoldi dedicata a Joan Mirò, il grande maestro catalano. Sarà un viaggio attraverso cento opere provenienti da collezioni private, tra litografie, acqueforti e acquetinte, tutte realizzate tra il 1950 ed il 1981. La mostra si concentra volutamente sull’ultima produzione dell’Artista, segnata dalla sperimentazione. Affascinato dall’ambiente parigino degli anni venti del 1900, l’Artista è sempre stato inteso come surrealista, ma in realtà è solo un’etichetta parziale che non tiene conto della totalità poliedrica di Mirò. Sabbia, olio e persino catrame, le sue opere sono pura avanguardia e hanno anche una forte connotazione politica. Il compito dell’arte, seguendo Friedrich Nietzsche, è distruzione ma anche seme di creazione, demolisce infatti il linguaggio figurativo classico, per ricostruirlo più aderente al suo tempo. Sulle tele si riflette tutta la sua inquietudine interiore, il suo nomadismo è preso e rigettato nelle opere, che diventano fortemente materiche.


Mirò è un artista profondamente inserito nel suo tempo, che ha anche recepito le potenzialità della produzione in serie delle opere d’arte. È per questo che dedicò molta attenzione alla produzione su carta, nonché alla cooperazione con poeti e scrittori, illustrando le opere letterarie di Paul Eluard, Tristan Tzara, Renè Char, Jacques Prevet, in quanto era fortemente interessato al rapporto tra parola e immagine ed era convinto che il percorso creativo passa attraverso la dimensione collettiva e relazionale. L’artista non è mai solo ma subisce e riceve influssi dal mondo e dalla collettività degli uomini, e tutto questo si riversa nell’arte. Le sette sezioni della mostra esplorano il mondo colorato e variopinto di Mirò, passando attraverso l’attività di litografo e le creazioni dei Personnages, figure mitiche ed ibride, unioni di parti di uccelli, stelle e soprattutto donne. In un mondo in cui l’artista bohemienne è un incallito donnaiolo, Mirò amerà per sempre sua moglie Pilar, restandole devoto e fedele, tanto che chiamerà la sua pressa da stampa Pilar II, perché la prima Pilar della sua vita è solo la moglie.
La rassegna, che gode del patrocinio del Comune di Napoli, del Consolato di Spagna e dell’Istituto Cervantes e della collaborazione del Lapis Museum, si svolge con l’Approvazione delle Opere da parte dell’Estate Joan Mirò.
La mostra sarà aperta dal lunedì al venerdì’, dalle 9:30 alle 19:30 mentre sabato, domenica e festivi dalle 9:30 alle 20:30.
Costo del biglietto intero: giorni feriali 13,00 euro, fine settimana e festivi 15,00 euro.
Vendita online: www.ticketone.it e info: www.navigaresrl.com










