Pompei celebra il vintage con Market 27. Nato per indicare vini di annate pregiate, il termine “vintage” è stato adottato anche nel mondo della moda, diventando sinonimo di capi d’epoca, ricercati e di grande qualità. Un fenomeno che, pur essendo sempre esistito, oggi si trasforma da semplice curiosità a vera e propria tendenza attirando tutte le fasce di età.
Ma cosa rende un capo “vintage” e perché affascina così tante persone? Il vintage non è semplice usato: sono pezzi unici che portano con sé il fascino e la storia di un’epoca passata. Si distinguono per valore, qualità, irripetibilità o, in molti casi, per essere diventati delle icone di stile. Un esempio recente è “Market 27”, un social vintage club che l’8 marzo ha animato Pompei LAB con un mercatino che ha saputo unire il vintage con street food, musica e DJ set. In questa occasione siamo entrati nel vivo di questa realtà, rivolgendoci direttamente a chi della propria passione ne ha fatto un’attività.”Il vintage influenza continuamente la moda” racconta Giuseppe, venditore campano che ogni giorno vede varcare la soglia del suo negozio da appassionati e professionisti del settore che sono alla ricerca di articoli autentici.
“La moda è un ciclo continuo” i capi del passato, infatti, non restano semplici testimonianze di un’epoca ma tornano ad ispirare tendenze contemporanee dando al mondo della moda una dimensione di eternità. Al centro del fascino del vintage c’è l’attenzione ai dettagli e la qualità dei materiali, elementi che sono spesso dimenticati nella produzione di massa. “Quello che apprezzo di più del vintage è la qualità dei materiali” dice Antonello, titolare di As Vintage, che ha deciso di aprire la sua attività proprio per riportare sul mercato tessuti pregiati come lana, cotone e lino.”
Con il fenomeno della fast fashion molti di questi materiali vengono utilizzati sempre meno, ma il vintage ci permette di riscoprirli”, aggiuge. Il valore del vintage, infatti, risiede proprio nella rarità dei capi.Perciò ogni capo, oltre a raccontare una storia, rappresenta un’alternativa consapevole. Chi sceglie di indossarlo ha la possibilità di esprimere uno stile personale, unendo lusso e cura dei dettagli, senza rinunciare mai alla sostenibilità.
A cura di Mariavittoria Tufano










