Dalla tradizione del lievito madre alla pasticceria contemporanea
Il maestro pasticcere italiano Vincenzo Faiella parla delle sue come narrazioni di sapore: i panettoni ne sono l’espressione più autentica. Vincenzo Faiella, maestro pasticciere italiano di fama, racconta dell’accurata lavorazione di uno dei suoi prodotti più celebri, il panettone. Ogni lievitato nasce da una lavorazione lenta, che rispetta i tempi naturali del lievito madre, e da una ricerca meticolosa sulle materie prime: burro francese, vaniglia del Madagascar, farine selezionate del Molino Dallagiovanna, frutta candita e confetture firmate da aziende d’eccellenza come Agrimontana e Cesarin. In ogni impasto, Faiella racconta un equilibrio tra tradizione e tecnica contemporanea, trasformando il panettone in un racconto di profumi, consistenze e gesti artigianali.
Dal laboratorio di San Marzano sul Sarno, in provincia di Salerno, nascono undici interpretazioni, pensate per offrire letture diverse del grande lievitato: dal panettone Classico a quello al Pistacchio – con glassa al cioccolato e granella – proseguendo con la versione al Caffè – impreziosita da pepite di cioccolato e da una selezione di miscele tostate artigianalmente, – e quella al Cioccolato e rum, dal gusto denso e avvolgente, fino alla versione Rocher, che unisce nocciola, crema ganache e una glassa croccante. La novità di quest’anno, a grande richiesta dopo una prima sperimentazione primaverile con la colomba pasquale, è Zabaione e amarene.
“Il panettone è uno dei simboli della cultura dolciaria italiana, un lievitato che unisce pazienza, conoscenza e rispetto per la materia prima” afferma il pasticcere Vincenzo Faiella. “L’obiettivo è custodire la memoria della pasticceria tradizionale, ma con la leggerezza e la precisione che caratterizzano il nostro tempo. Tra gesto antico e tecnica moderna”.
Tra i suoi più celebri panettoni quello allo zabaglione e all’amarena che unisce la tradizione partenopea al grande lievitato del Nord Italia. “Il panettone zabaione e amarene è, per me, un viaggio nella memoria” racconta Vincenzo Faiella. “Nasce da un pensiero semplice, ma denso di significato: riportare la pasticceria italiana più autentica all’interno del lievitato che più di ogni altro rappresenta il Natale. Ho voluto intrecciare due mondi – la tradizione e l’arte dolciaria contemporanea – per dare forma a un racconto fatto di ricordi, profumi e gesti. Lo zabaione evoca l’infanzia, le domeniche lente trascorse in famiglia, la dolcezza delle cose fatte in casa. Le amarene, invece, sono parte della mia storia personale e professionale: un ingrediente che accompagna da sempre il mio percorso e che, in questo panettone, diventa memoria viva, equilibrio tra nostalgia e innovazione.”










