Ecampania
  • Segnala un evento
  • Eventi
  • Cultura
  • Food
  • Itinerari
  • News
  • Archivio
    • Eventi
    • Cultura
    • Food
    • Itinerari
    • News
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Ecampania
  • Segnala un evento
  • Eventi
  • Cultura
  • Food
  • Itinerari
  • News
  • Archivio
    • Eventi
    • Cultura
    • Food
    • Itinerari
    • News
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Ecampania
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Home Eventi

Pompei. Torna la vendemmia: ​Il nettare di Bacco risorge tra le domus

Giada Cuomo di Giada Cuomo
17/09/2026
in Eventi
Tempo di lettura: 5 minuti

Il progetto nato dalla collaborazione con il Gruppo Tenute Capaldo

È tornata la vendemmia a Pompei, che ieri ha celebrato la Festa del Vino. L’occasione è stata la prima raccolta delle uve nell’ambito del progetto vitivinicolo nato dal partenariato pubblico-privato con il Gruppo Tenute Capaldo, attraverso le cantine Feudi di San Gregorio e Basilisco.

Nel corso della giornata i visitatori hanno potuto assistere alle attività della vendemmia, partecipare alle visite ad alcuni dei vigneti dell’area archeologica e prendere parte al momento conviviale con i vini di Feudi di San Gregorio, una degustazione di pane e olio IGP del Parco, Pùmpaiia, e anche di altri prodotti della Parvula Domus – Fattoria culturale e sociale del Parco, espressione della produzione agricola contemporanea sviluppata all’interno del sito archeologico.

Con la Festa del Vino, dunque, Pompei ha riproposto in chiave contemporanea un momento che richiama gli antichi saperi agricoli legati aBacco, dio del vino, della vite, della convivialità e della rinascita della natura. Un tema particolarmente significativo per il Parco, che nel corso del 2026 ha dedicato diverse attività e iniziative alla dimensione dionisiaca della vita pompeiana, anche a seguito della recente scoperta, nella Regio IX, 10, del salone del Tiaso.

L’inizio della vendemmia è stata anche un’occasione per raccontare il lavoro di ricerca che accompagna la cura dei vigneti di Pompei e il progetto vitivinicolo nato dal Partenariato pubblico-privato siglato il 29 novembre 2024 tra il Parco Archeologico e il Gruppo Tenute Capaldo, attraverso le cantine Feudi di San Gregorio e Basilisco. Quello di quest’anno, quindi, non è stato un semplice raccolto, ma l’ingresso nella fase produttiva di un’azienda vitivinicola che nasce e cresce interamente dentro l’area archeologica, tra le domus che duemila anni fa erano già vigna.

Non perderti:

Pompei. Il passato prende vita: rievocazioni storiche al Parco Archeologico

Pompei. Il passato prende vita: rievocazioni storiche al Parco Archeologico

18/09/2026
San Potito Ultra. Torna la Sagra del Cinghiale e della Castagna

San Potito Ultra. Torna la Sagra del Cinghiale e della Castagna

18/09/2026

È un progetto diverso da altri, soprattutto per la forma con cui prende vita: un vero partenariato che nasce con l’obiettivo di sviluppare un’iniziativa organica e di lungo periodo, mettendo a sistema le competenze del Parco e quelle del Gruppo Tenute Capaldo lungo l’intero percorso – dalla coltivazione della vite alla produzione, dalla ricerca alla valorizzazione e, a regime, alla degustazione e vendita dei vini all’interno del sito.

Il raccolto di quest’anno riguarda i 14 piccoli vigneti custoditi all’interno delle Domus del Parco, poco più di un ettaro coltivato anche con finalità di ricerca e didattica: 14 storie botaniche diverse, distribuite tra le domus, che si differenziano per varietà, allevamento, esposizione e umidità, mentre i muretti che le delimitano disegnano altrettanti microclimi. Qui si vendemmiano le varietà rosse che i Romani già coltivavano in Campania: Aglianico, Piedirosso e Sciascinoso.

Ad affiancare questo primo nucleo storico è il nuovo vigneto, nato da materiale genetico prelevato dalle viti centenarie di Feudi di San Gregorio in Irpinia, e messo a dimora a inizio 2026 nell’area di Stabiae, nei pressi della Villa San Marco, cuore del piano di valorizzazione della Grande Pompei: un impianto ancora giovane, non ancora in produzione, che nei prossimi anni entrerà gradualmente a regime, ampliando il progetto anche ai vini bianchi: Fiano, Greco e Falanghina.

A guidare la ricostruzione delle tecniche antiche di coltivazione è la collaborazione con il professor Attilio Scienza dell’Università degli Studi di Milano, che affianca il progetto incrociando le evidenze storiche e archeologiche con gli strumenti della ricerca contemporanea, dalla botanica alla genetica, dall’agronomia alla viticoltura. «Pompei e la Campania sono un modello interpretativo di tutta la viticoltura italiana», spiega Scienza. «Pompei, in particolare, è un luogo unico perché è al tempo stesso luogo di confine, che ha accelerato un nuovo modello di viticoltura, e luogo di frontiera, dove le diverse realtà non si sono mai fuse e sono giunte fino a noi oggi. Il progetto è quello di fare di Pompei un esempio di come si possa ricostruire, con i tanti elementi che abbiamo a disposizione – storici, del mito, letterari nonché genetici e del DNA – le viticolture d’Italia. Abbiamo bisogno di questi luoghi perché il rapporto tra archeologia, vite e vino nei prossimi anni sarà strategico per il nostro turismo di qualità. Inoltre, ripristinare la viticoltura a Pompei nel rapporto tra pianta e vite vuol dire ritornare a ripristinare quel rapporto che è alle origini della vite».

Accanto alla ricerca, il progetto poggia sulle competenze agronomiche di Feudi di San Gregorio e del suo responsabile di produzione Pierpaolo Sirch, agronomo di fama internazionale, che segue passo dopo passo l’evoluzione dei vigneti e questa prima annata produttiva. «Siamo in una fase di ristrutturazione dei vigneti, sia nelle strutture sia nelle forme di allevamento: un anno di transizione che ci serve per conoscere meglio i microambienti di Pompei, molto particolari e di grandi prospettive», racconta Sirch. «Stiamo prendendo confidenza con i microclimi dei 14 piccoli vigneti distribuiti tra le Domus, che si differenziano per varietà, umidità ed esposizione, sono 14 storie da conoscere e interpretare. Quest’anno vendemmiamo solo qui. In generale è stata un’annata anomala in tutto il territorio, sia per le precipitazioni sia per le temperature, e per noi qui è comunque la prima volta. Siamo soddisfatti di aver dato vigore alle piante, per proseguire sui nostri obiettivi».

Un rapporto, quello tra Pompei e la vite, che il Parco Archeologico studia da decenni attraverso il proprio Laboratorio di Ricerche Applicate, indagando le caratteristiche botaniche dei vigneti dell’antica città e il loro posto nella vita quotidiana romana. Oggi quella storia si intreccia con una strategia più ampia di tutela del paesaggio e del patrimonio naturale del sito, che comprende anche la valorizzazione degli ulivi e i progetti di agricoltura sociale della fattoria culturale e sociale Parvula Domus.

«Con la Festa del Vino e con questa prima vendemmia restituiamo a Pompei un pezzo fondamentale della sua anima e della sua storia quotidiana, per rileggere oggi quelle antiche pratiche agricole che vedevano in Dioniso il loro punto di riferimento. Questa tematica riveste una rilevanza centrale per il Parco, che lungo tutto il 2026 ha promosso svariate attività incentrate sull’aspetto dionisiaco della quotidianità a Pompei, un percorso sollecitato anche dal recente rinvenimento del salone del Tiaso nella Regio IX. Per noi la vite e il vino non sono soltanto elementi archeologici da studiare, ma costituiscono un patrimonio vivo che definisce il nostro paesaggio e la cultura mediterranea. Attraverso il partenariato con il Gruppo Tenute Capaldo, coniughiamo ricerca scientifica, tutela del territorio e valorizzazione del sito in una visione di lungo periodo: veder rinascere la produzione vitivinicola tra le nostre domus e nell’area della Grande Pompei significa offrire ai visitatori un’esperienza ancora più profonda, capace di far dialogare in modo autentico il passato con il presente» commenta il Direttore del Parco Gabriel Zuchtriegel.

«Vedere le prime uve raccolte dentro il Parco Archeologico è un momento che aspettavamo da tempo e che sentiamo come una grande responsabilità. Da questo primo raccolto comincia davvero la storia produttiva di un progetto che ci sta a cuore: dimostrare che si può investire con pazienza e visione di lungo periodo sul valore culturale del vino, restituendo a Pompei il ruolo che ha sempre avuto nella storia della civiltà mediterranea», dichiara Antonio Capaldo, Presidente di Feudi di San Gregorio.

Il prossimo passo sarà la cantina di vinificazione e affinamento, individuata in un fabbricato nell’area di Stabiae: la sua realizzazione è attesa entro la vendemmia 2028, quando anche i vigneti di Stabiae inizieranno a entrare in produzione, chiudendo il cerchio del ciclo produttivo avviato quest’anno nelle Domus. Una parte dell’affinamento avverrà anche dentro le Domus, per offrire ai visitatori un’esperienza immersiva nel racconto del vino antico. I primi vini del nuovo partenariato sono attesi entro il 2029; a regime, l’azienda produrrà circa 30.000 bottiglie l’anno, affiancate da un’area di degustazione e vendita all’interno del Parco.

Con la vendemmia 2026 il progetto muove i primi passi della sua fase produttiva: un nuovo capitolo di una storia lunga duemila anni, in cui archeologia, ricerca, agricoltura e cultura del vino tornano a incontrarsi nello stesso luogo che le ha viste nascere.

Meccanica Russo Meccanica Russo Meccanica Russo
Giada Cuomo

Giada Cuomo

Contenuti correlati

Pompei. Il passato prende vita: rievocazioni storiche al Parco Archeologico
Eventi

Pompei. Il passato prende vita: rievocazioni storiche al Parco Archeologico

di Giada Cuomo
18/09/2026
San Potito Ultra. Torna la Sagra del Cinghiale e della Castagna
Eventi

San Potito Ultra. Torna la Sagra del Cinghiale e della Castagna

di Redazione
18/09/2026
Vico Equense, tra pizza e tradizione
Eventi

Vico Equense, tra pizza e tradizione

di Giada Cuomo
17/09/2026
Succ.
Salerno. ‘Don Antonio’: un sogno che attraversa la guerra

Salerno. 'Don Antonio': un sogno che attraversa la guerra

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Non perderti:

Cava de’ Tirreni. Arriva ‘Bosco Dio’: l’esperienza collettiva a contatto con la natura

Cava de’ Tirreni. Arriva ‘Bosco Dio’: l’esperienza collettiva a contatto con la natura

24/08/2026
Raffaele La Marca, da Ottaviano alla Cina: l’intelligenza artificiale incontra l’antica arte della seta

Raffaele La Marca, da Ottaviano alla Cina: l’intelligenza artificiale incontra l’antica arte della seta

07/09/2026
Cosentini di Montecorice. Successo per  ‘A Zita – Scene da un matrimonio di una volta’

Cosentini di Montecorice. Successo per ‘A Zita – Scene da un matrimonio di una volta’

24/08/2026
Fera Nova. Il Medioevo rivive a Casali di Roccapiemonte

Fera Nova. Il Medioevo rivive a Casali di Roccapiemonte

29/08/2026
Energie per il Sannio Energie per il Sannio Energie per il Sannio

è il primo portale dedicato alla promozione turistica del territorio campano.
Itinerari, cultura, news, eventi, Drink & Food le sezioni nelle quali si potranno trovare spunti interessanti per le vacanze, le giornate o serate di svago.

Facebook-f Instagram

SEGUICI SU INSTAGRAM

ÈCAMPANIA

  • Chi Siamo
  • Lavora con noi
  • Segnala un evento
  • Contatti
  • Privacy Policy
  • Pubblicità
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • Segnala un evento
  • Eventi
  • Cultura
  • Food
  • Itinerari
  • News
  • Archivio
    • Eventi
    • Cultura
    • Food
    • Itinerari
    • News

© 2024 Ecampania.it