Un patrimonio unico che arricchisce il Museo Archeologico Territoriale e riporta alla luce vita, lusso e memoria all’ombra del Vesuvio
Un tesoro che brilla appena lo si guarda: ori, argenti, bracciali, collane e una maschera dionisiaca che raccontano una storia fatta di bellezza, ricchezza e anche di dolore. È questo il cuore della nuova esposizione inaugurata alla Villa 2 del Museo Archeologico di Terzigno.
L’allestimento mostra oggetti raffinati che parlano del valore del corpo, del gusto e del lusso degli abitanti dell’epoca, ma anche della tragedia che colpì il territorio. Con questa esposizione, quel tempo torna a parlare, come afferma un emozionato direttore Angelo Massa nell’apertura dei lavori.
Il direttore del Parco Archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel, ha ricordato quanto sia importante investire davvero nella cultura: “È semplice parlare di cultura, ma non di investire. Terzigno invece ha avuto il coraggio di farlo, e questa scelta va riconosciuta e applaudita. La storia dell’umanità è pure archeologia: chi siamo noi senza la storia del passato? Le ville non ci parlano solo del mondo romano come impero, ma della vita delle persone, anche di quelle schiavizzate, e dell’arte che aveva una visione critica e sovversiva del discorso coloniale. Pompei dovrebbe essere riconosciuta come un Geosito, ma per diventarlo deve integrare siti come quello di Terzigno e non solo.”
La giornata ha avuto anche un forte valore umano: la Villa 2 è stata intitolata a Caterina Cicirelli, archeologa, originaria di Sant’Agnello, che ha dedicato la sua vita allo studio e alla valorizzazione delle ville di Terzigno. Il sindaco di Sant’Agnello, Antonino Coppola, l’ha ricordata con affetto, sottolineando il suo legame profondo con il territorio.
Il sindaco di Terzigno, Francesco Ranieri, ha espresso l’orgoglio della comunità: “Oggi completiamo la sezione oro e argenti e lo facciamo ricordando, perché non si può creare futuro se non guardiamo al passato. Ringraziamo chi ha dato tutto per questa comunità, come Caterina Cicirelli. La passione per il territorio ci spinge sempre oltre. Abbiamo una storia simile a quella di Pompei e ho promesso di riportare qui i tesori che appartengono a Terzigno. Chi ricopre ruoli pubblici ha l’obbligo di far emergere le potenzialità della comunità, e ci siamo riusciti”.
Il generale Giovanni Capasso ha ricordato l’investimento di 6 milioni di euro per il sito naturalistico della cava Ranieri, aggiungendo: “Sono felice di poter constatare questo tesoro. Terzigno deve esserne orgogliosa.”
Il direttore del Museo di Terzigno, l’architetto Angelo Massa, e l’assessore alla cultura Genny Falciano hanno ribadito la missione del MATT: custodire la memoria e rendere accessibile ciò che il passato ha lasciato in eredità.
Un racconto di vita, memoria, ricchezza e, in qualche modo, anche tragedia. Un tesoro che oggi torna a splendere, restituendo voce a chi visse all’ombra del Vesuvio.










