Esperienza tra ricerca, ricettari storici e materie prime del territorio
Una riapertura che sa di rinascita: la primavera segna il riavvio de La Corte, insegna gastronomica all’interno del Borgo dei Gatti (primo albergo diffuso certificato della regione Lombardia) a Golferenzo, nell’Oltrepò Pavese.
Precedentemente enoteca con cucina, l’insegna inizia infatti un nuovo corso con una veste totalmente rinnovata e un taglio fine dining. Il cambio di passo è stato possibile grazie all’arrivo in cucina di Fabrizio Ferrari, chef pavese classe 1965 con esperienze in Italia e all’estero, tra cui Terrazza Triennale, Unico Milano, Roof Garden dell’Hotel Excelsior San Marco di Bergamo, dove ha conquistato la Stella Michelin nel 2010, e grazie anche al restyling completo degli spazi, sia di cucina che di sala.
Chef Ferrari costruisce la filosofia de La Corte a partire dalla ricerca effettuata sui ricettari del passato e sugli usi e costumi locali. I piatti sono caratterizzati da una curata selezione delle materie prime del territorio pavese e lombardo, essendo lo chef figlio di queste terre e conoscendole da sempre nel profondo.
“Ho voluto presentarmi al pubblico con tre percorsi degustazione, per definire fin da subito la nuova identità del ristorante” ha dichiarato lo chef Fabrizio Ferrari. “Vorrei che il ristorante diventasse il punto di riferimento gastronomico del Borgo e di tutto il territorio. Un luogo in cui stare bene e godere di una vista meravigliosa”.
L’intervento di restyling è stato curato dall’architetto Sabrina Cherubin, che ha interpretato al meglio il nuovo corso del ristorante. La distribuzione degli spazi è stata rivista, la sala è stata ampliata verso il giardino interno grazie ad una grande veranda vetrata, e lo spazio destinato alla cottura e alla preparazione è stato raddoppiato e riposizionato. Si viene così a formare un nuovo asse prospettivo che parte idealmente dal blocco cucina, intercetta il pass con la sua scenografica visiva a scorrimento verticale a scomparsa, taglia la sala principale e si perde al di là delle vetrate, dove sfumano le colline dell’Oltrepò.
Arredi su misura in metallo, soffitti in legno alti 5 metri con travi a vista, pavimento in parquette, rivestimento cannettato che fa da cornice alla cucina. Il tutto riscaldato da una palette di colori tenui e illuminato dal tocco dell’architetto Cherubin, light designer per vocazione, che ama personalizzare ogni pezzo e renderlo unico.










