In occasione della Festa della Mamma, il Parco archeologico di Ercolano ha ospitato una giornata speciale dedicata all’inclusione, promossa nell’ambito del progetto “Cultura senza barriere”. L’iniziativa è stata pensata per accogliere famiglie con bambini e adolescenti con disturbi del neuro sviluppo, con particolare attenzione all’autismo trasformando la visita al sito archeologico in un’esperienza di scoperta e condivisione.
Il progetto, nato alcuni anni fa dalla collaborazione con l’associazione #micolorodiblu e con la startup studio93, punta a rendere il patrimonio culturale accessibile a tutti attraverso strumenti innovativi e attività coinvolgenti. Tra questi, l’app “Avventura a Ercolano”, disponibile gratuitamente su iPad o sui tablet forniti direttamente dal Parco, ideata per favorire la partecipazione attiva dei ragazzi con autismo e altre difficoltà cognitive. I partecipanti hanno potuto esplorare i luoghi dell’antica città in modo interattivo e divertente attraverso giochi intuitivi e semplici come puzzle, giochi di restauro, attività di tiro al bersaglio e persino simulazioni ambientate nei thermopolia dove un ercolanese virtuale dell’epoca chiede del cibo e i bambini devono comprarlo e servirlo.
“Vedere i bambini entrare pian piano nel gioco è sempre la parte più emozionante”, raccontano gli organizzatori. “All’inizio molti sono timidi, osservano l’ambiente con cautela, ma dopo pochi minuti iniziano a interagire, a sorridere e a sentirsi parte dell’esperienza”. Infatti l’obiettivo di queste iniziative non è soltanto quello di offrire attività ricreative ma soprattutto quello di creare un luogo dove i bambini possono sentirsi accolti.
“Queste giornate di inclusione sono giornate di accessibilità per tutti perché un sito della cultura deve necessariamente essere accessibile a tutti i pubblici e utenze” racconta la dott.ssa Maricarmen Sepe, funzionario archeologico del sito confermando così l’attenzione del parco verso le fragilità e verso i più piccoli.
Tutto questo è stato possibile anche grazie al sostegno e all’impegno della direttrice del Parco, Federica Colaiacomo, che ha creduto fin dall’inizio nel valore del progetto e ne ha accompagnato lo sviluppo. La sua visione ha permesso di rafforzare il percorso verso una maggiore accessibilità.
(A cura di Mariavittoria Tufano)










