Figure, miti e simboli oltre il tempo
Tra passato e presente, le opere di Luigi Gentile riportano in scena un’antichità senza tempo. A partire da giovedì 14 maggio, fino al 7 giugno, al MATT – Museo Archeologico Territoriale di Terzigno sarà ospitata la mostra “MEMORIA VIVA. Attualità dell’antico nell’opera di Luigi Gentile”. Il progetto espositivo, a cura dell’Archivio Luigi Gentile, pone l’accento sulla lunga e coerente stagione della ricerca pittorica dell’artista, dedicata al dialogo con l’antico.
Oltre 30 lavori della prolifica produzione di Gentile, tra oli su tela, ceramiche e pastelli, raccontano, senza assumere carattere nostalgico o meramente citazionistico, il segno antico, configurandolo come un confronto vitale, continuo e profondamente radicato nel presente.
A rafforzarne ancor più il valore è la scelta della sede espositiva, il Museo Archeologico Territoriale di Terzigno, dove le opere dell’artista entrano in risonanza con la preziosa collezione museale di anfore, utensili e affreschi, instaurando un confronto diretto tra reperto e interpretazione, tra materia storica e visione pittorica. In questo incontro, la pittura si rivela strumento capace di restituire all’antico una nuova attualità, sottraendolo alla fissità del tempo e restituendolo come esperienza sensibile.
Nell’opera di Luigi Gentile, l’antico non è evocato come un passato distante, ma come una struttura profonda del pensiero e dell’immaginazione: Cristo, Salomè e la Sacra Famiglia convivono naturalmente con Pegaso, Perseo ed Europa, insieme ad anfore, elefanti, lupi e serpenti, in una costellazione iconografica che supera le distinzioni cronologiche per restituire un’unica, ampia narrazione della condizione umana.
Particolarmente significativa è la scelta dell’Archivio di dedicare una sezione della mostra a Pompei, luogo reale e simbolico al tempo stesso, vera e propria “Memoria Viva”, che assume un valore paradigmatico: da un lato città della memoria per eccellenza, dall’altro spazio della presenza, della vita sospesa, della materia che resiste al tempo.
Nei suoi lavori degli anni Ottanta, Luigi Gentile restituisce una Pompei non descrittiva: nei dipinti e nei pastelli emerge un luogo profondamente interiorizzato, evocato come scenario mentale in cui l’antico riaffiora attraverso la sensibilità dell’artista contemporaneo.
L’opera di Luigi Gentile si sviluppa lungo una linea di fedeltà alla memoria storica e simbolica del Mediterraneo, inteso non come repertorio di forme concluse, ma come patrimonio vivo di immagini, miti e narrazioni che continuano a interrogare l’uomo contemporaneo. Figure mitologiche, soggetti sacri, animali simbolici, architetture e oggetti archetipici emergono dai suoi dipinti e dai suoi pastelli come presenze sospese nel tempo, capaci di riattivare una dimensione atemporale della visione.
Il visitatore è così accompagnato, attraverso la sua pittura, in un racconto dove il segno contemporaneo diventa custode attivo della memoria. L’immagine antica non viene conservata, ma continuamente rigenerata. È in questo processo di riattivazione che la memoria diventa viva e l’antico si manifesta non come lontananza, ma come presenza.
Luigi Gentile, pittore e medico, nato a Gragnano nel 1938, univa istinto e vocazione. Egli percepiva e ammetteva che la sua vera professione fosse quella di interprete della vita attraverso il colore. Partendo da presupposti post-impressionistici, ha evoluto la sua arte fino a creare una sintassi capace di articolare immagini dove l’attimo veniva eternamente fissato nell’impressione. Ha studiato Medicina e Chirurgia presso l’Università Federico II di Napoli, conseguendo la laurea nel dicembre del 1965. Nel 1967 si è sposato a Gragnano, all’età di 29 anni, e ha avuto tre figli. Si è avvicinato al mondo della pittura nei primi anni ’60, dedicando poi a questo mondo il resto della sua vita.
Durante la sua carriera artistica, ha esposto in oltre 30 mostre personali, tra cui le prime più significative al Castel dell’Ovo e nella sala Gemito di Napoli, entrambe nel 1982. Nel 1985 ha trasferito parte della sua attività pittorica a Varese, dove è rimasto per un decennio. In questo periodo ha collaborato con importanti realtà, tra cui la Cristalleria Verga, i Musei Civici di Varese ricevendo riconoscimenti di rilievo come quelli dei Lions e il premio conferito a Bormio durante i mondiali di sci. Nel 2022, a un mese dalla sua scomparsa, gli è stato dedicato lo “Spazio Luigi Gentile” all’interno della Biblioteca Comunale di Gragnano. Nel 2024, le sue opere sono state esposte alla Biennale Space di Venezia.
Nel 2025 il primo evento organizzato e coordinato dall’Archivio Luigi Gentile presso il Castel Nuovo, prima retrospettiva organica e dedicata a Luigi Gentile, “NAPOLITUDINE – a cura di Maria Corbi. L’evento organizzato con il patrocinio della Regione Campania, della Città Metropolitana di Napoli, del Comune di Napoli, dell’Accademia di Belle Arti di Napoli è stato organizzato nell’ambito delle celebrazioni di Napoli 2500.










