A Santa Luciella tornano alla luce due “anime pezzentelle”
Sembrava solo una macchia di umidità. Invece, dietro una piccola crepa nell’intonaco bianco, si nascondeva da secoli un dipinto murale del Settecento. Ora, a un anno dalla scoperta, l’opera è stata completamente restaurata e torna visibile nella chiesa di Santa Luciella ai Librai, nel cuore del centro storico di Napoli. La presentazione è in programma venerdì 16 ottobre alle 17 nel cimitero sotterraneo della chiesa, lo stesso che custodisce il celebre teschio con le orecchie.
Il restauro, finanziato dalla Fondazione Banco di Napoli, ha riportato alla luce l’intera composizione: una croce con la corona di spine e parte di una lancia, simboli della Passione di Cristo, e due anime del Purgatorio, le cosiddette “anime pezzentelle”. Un soggetto che, in quel luogo, assume un significato speciale: l’ipogeo di Santa Luciella è infatti legato al culto popolare delle anime dei defunti senza nome, adottate e accudite dai napoletani in cambio di protezione e grazie.
Tutto è partito dallo sguardo attento di chi lavora ogni giorno nella chiesa. Da quella prima traccia di colore, racconta Faiella, è cominciato un percorso di indagine e recupero che ha permesso di restituire un frammento importante della storia artistica e devozionale di Santa Luciella. Decisivo l’incontro con la storica dell’arte Bianca Stranieri, attraverso la quale la Fondazione Banco di Napoli è venuta a conoscenza della scoperta e ha scelto di sostenerne il restauro.
I lavori sono stati eseguiti da Artes – Restauro e Servizi per l’Arte, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Napoli, che ha seguito ogni fase dell’intervento. Le analisi diagnostiche sulle superfici sono state curate da Yococu aps. Secondo Stranieri, il restauro ha restituito leggibilità e dignità a un’opera rimasta nascosta per secoli, e la scoperta diventerà anche oggetto di una tesi di laurea magistrale all’Accademia di Belle Arti di Napoli.
Il recupero si inserisce nel percorso di rinascita di Santa Luciella avviato dall’associazione Respiriamo Arte, che negli ultimi anni ha riaperto alla città luoghi rimasti a lungo chiusi, come la vicina Chiesa dell’Arte della Seta. «Quella piccola traccia di colore avrebbe potuto essere ignorata», sottolineano dall’associazione. Invece è diventata l’inizio di una nuova storia.
Nel corso della presentazione sarà inaugurata anche la mostra fotografica “I vantaggi delle piccole mostre”, a cura di Camillo Ripaldi, visitabile a Santa Luciella fino a novembre.









