Si è chiuso oggi al Palapartenope il villaggio “bavaritano” che ha portato la tradizionale festa tedesca a Napoli
Basta entrare nel villaggio per capire che non si è arrivati a Monaco. Il tendone, i boccali, i costumi e le atmosfere richiamano la Baviera, ma intorno c’è Napoli: la musica, il pubblico, il cibo, gli artisti e quel modo tutto partenopeo di trasformare una festa importata in qualcosa di familiare.
È questa la scommessa di OktoberDays, il villaggio esperienziale ospitato al Complesso Palapartenope di Fuorigrotta. Un appuntamento ispirato alla tradizione dell’Oktoberfest, ma costruito attorno alla commistione tra cultura bavarese e identità napoletana.
Quattro aree hanno animato l’ampia struttura: il PalaErdinger, cuore musicale della manifestazione; il Kulturplatz, dedicato a musica, talenti, talk e formazione; il Festplatz, con food, street food e attrazioni; e il Wunderland, spazio dedicato a tecnologia, gaming ed esperienze immersive.
L’obiettivo è quello di reinterpretare la tradizione bavarese attraverso il calore e la cultura di Napoli. Non una semplice riproduzione dell’Oktoberfest di Monaco, quindi, ma una versione apposita pensata per il pubblico partenopeo.
Basta guardare la programmazione musicale per accorgersene: accanto agli spettacoli legati al folclore tedesco trovano spazio artisti e musicisti della scena napoletana e campana, giovani talenti emergenti destinati a splendere. Come ha ben spiegato Eduardo Castronuovo, fondatore di N’Arte e a capo della direzione artistica del festival, l’intento è quello di far convivere linguaggi diversi e dare a ciascuno la possibilità di trovare il proprio spazio nel panorama culturale contemporaneo. “È un’opportunità per essere ascoltata da persone che non ti conoscono, su un palco in cui tutti sognano di suonare. Ed è anche un incontro tra artisti, uno scambio tra culture, generi e stili diversi, che connette ognuno di noi all’altro”, dichiara Rita Perrotta (in arte RRITA P:), una delle performer della giornata finale.
La contaminazione culturale non riguarda, però, soltanto la musica. Nel villaggio convivono specialità bavaresi, a partire dai brezel, e proposte legate alla gastronomia napoletana. Ad esempio, nella giornata conclusiva, lo show cooking di Nennella ha intrattenuto il pubblico con la preparazione della pasta e patate, insieme ai camerieri dello storico locale napoletano. “Napoli è da sempre una città che ha accolto, accoglie e viene accolta, quindi non può che far bene unire la sua cultura a quella tedesca, al di là delle solite sudamericane”, spiega l’attore partenopeo Andrea Salomone, sottolineando quanto questo evento nasca in un periodo in cui “Napoli si sta affacciando al mondo e il mondo si sta affacciando a Napoli”.
OktoberDays, in questo senso, non è soltanto una festa bavarese a Napoli. È un esperimento di contaminazione e apertura, che mette in comunicazione realtà differenti, ma mai davvero inconciliabili. (A cura di Simona Vigorì)










