L’esposizione che accende il Caos e risveglia l’Eros
Tra mito, paesaggio e identità mediterranea: “Le Origini” trasforma la Terrazza del Cilento in uno spazio narrativo dedicato alla nascita del cosmo. È stata infatti inaugurata sulla Terrazza del Cilento la nuova installazione del maestro Fernando Mangone, dal titolo “Le Origini”, un’opera che mette in scena il passaggio primordiale dal Caos a Eros, trasformando il mito della nascita del mondo in un’esperienza immersiva tra arte, paesaggio e identità. Un inno alla forza creatrice insita nella natura, all’amore e alla pace che, attraverso il linguaggio universale dell’arte, genera un unicum capace di dominare l’orizzonte di Trentinara.
L’opera, svelata al calar del sole, con le prime luci del tramonto, si offre allo spettatore attraverso una pluralità di stratificazioni che mutano tra il giorno e la notte. Ancora una volta, il colore di Mangone “agisce” in relazione allo spettatore. Un’affluenza straordinaria di pubblico ha accompagnato l’inaugurazione: centinaia di persone sono accorse per lo svelamento dell’opera, che si configura come un ulteriore tassello di attrazione turistica.
Il sindaco di Trentinara, Rosario Carione, ha evidenziato il ruolo strategico dell’arte nello sviluppo del borgo: «Questa nuova opera rappresenta un ulteriore passo nel percorso di valorizzazione del nostro territorio. Trentinara negli anni è cambiata profondamente: da realtà poco conosciuta è diventata un punto di riferimento turistico e culturale. Abbiamo scelto di puntare sulla bellezza e sulla cultura come strumenti di crescita, costruendo luoghi e percorsi che raccontano la nostra identità. “Le Origini” aggiunge un elemento importante a questo racconto collettivo».
La serata ha visto la presenza di rappresentanti istituzionali, studiosi e membri della comunità locale nel borgo di Trentinara.
La presidente della Fondazione Arte Mangone, Anna Coralluzzo, ha aperto la riflessione sul senso profondo del progetto: «Un titolo che richiama il mito delle origini, il passaggio dal disordine alla creazione, dalla frammentazione all’armonia. Questo passaggio rappresenta anche il senso più profondo del lavoro che la Fondazione Arte Mangone sta portando avanti. La nostra Fondazione nasce con una missione chiara: rendere l’arte uno strumento di dialogo, di crescita culturale e di valorizzazione del territorio. Non vogliamo che l’arte resti chiusa nei luoghi tradizionali, ma che incontri le persone e dialoghi con i paesaggi e le comunità. “Le Origini” si inserisce perfettamente in questa visione: è un’opera che riporta alla luce le memorie mitologiche del Mediterraneo e le restituisce in forma contemporanea, trasformando lo spazio in un’esperienza condivisa».
Il maestro Fernando Mangone ha descritto il cuore concettuale dell’opera come un attraversamento simbolico della Teogonia greca: «“Le Origini” racconta il passaggio dal Caos primordiale alla forza generatrice di Eros. È un viaggio che parte dal disordine e arriva alla possibilità della forma, della bellezza e della creazione. Ho immaginato quest’opera come un dialogo tra mito e paesaggio, dove la natura stessa diventa parte della narrazione».
Un contributo centrale è arrivato da Luca Attenni, che ha letto l’opera in chiave storico-culturale: «La Teogonia di Esiodo è uno dei testi fondamentali della cultura occidentale. Racconta la nascita del cosmo dal Caos fino all’ordine degli dei dell’Olimpo. Questo luogo è particolarmente significativo perché si trova in un territorio profondamente legato alla cultura greca antica. L’opera di Mangone riesce a trasformare questo patrimonio in linguaggio contemporaneo, rendendolo accessibile anche alle nuove generazioni».
A tracciare un quadro critico dell’estetica del maestro Mangone e della sua riconoscibilità in ambito internazionale è intervenuta la giornalista Barbara Landi, soffermandosi sul cuore pulsante dell’opera ispirata alla Teogonia di Esiodo: dal vortice caotico da cui prende origine la creazione, in cui materia, colore, luci e ombre generano un impatto emozionale capace di immergere lo spettatore.
Il presidente del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, Giuseppe Coccorullo, ha sottolineato il valore territoriale dell’iniziativa: «Trentinara continua a distinguersi per la capacità di unire paesaggio, cultura e innovazione. Ogni nuova opera contribuisce a rafforzare l’identità di questo territorio e a renderlo sempre più riconoscibile e attrattivo».
Il consigliere regionale Giovanni Maria Cuofano ha evidenziato il valore simbolico dell’opera: «In un tempo segnato da conflitti e disordine, questa installazione ci ricorda che l’amore, la relazione e la bellezza possono rappresentare una risposta possibile. Da qui arriva un messaggio universale che va oltre il territorio».
Il direttore del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, Gregorio Romano, ha evidenziato il valore dell’opera come espressione del rapporto profondo tra cultura, paesaggio e identità del territorio: «Il Cilento è un luogo in cui la natura e la storia dialogano da millenni. “Le Origini” di Fernando Mangone interpreta con grande forza questo legame, restituendo attraverso l’arte un racconto che appartiene alla nostra memoria mediterranea. Un’opera come questa non rappresenta soltanto un elemento di arricchimento culturale, ma diventa un’occasione per riscoprire il territorio attraverso nuovi linguaggi, capaci di coinvolgere cittadini e visitatori. Iniziative come questa contribuiscono a rafforzare il ruolo del Parco come spazio vivo, dove tutela e promozione possono procedere insieme».
Il presidente della Comunità Montana Calore Salernitano, Carmine Casella, ha concluso: «Questo progetto dimostra come la cultura possa diventare motore di sviluppo. Trentinara è un esempio concreto di come la valorizzazione del patrimonio possa generare crescita e opportunità per tutto il territorio».
“Le Origini” si afferma come un’opera che intreccia mito e contemporaneità, trasformando il paesaggio del Cilento in uno spazio narrativo nel quale il Caos diventa forma ed Eros principio generativo.










