Successo per la terzultima serata della rassegna
Un cinema che unisce, regala emoziona e fa riflettere quello della 19esima edizione del Social World Film Festival di Vico Equense che si conferma essere un evento fondamentale per la città, regalando al pubblico momenti significativi e ricchi di spunti di riflessione. Tra i protagonisti più attesi di questa terzultima serata, l’attore internazionale Can Yaman che ha sfilato sul red carpet tra gli applausi e l’affetto dei suoi fan.
Come per le precedenti serate, anche oggi i giovani aspiranti attori ed attrici hanno potuto partecipare ad una masterclass con queste figure di spicco, traendo ispirazione dal loro esempio. Rispondendo alle domande, Can Yaman si è raccontato svelando pensieri profondi: “Oltre il mito del sex symbol, ho sempre cercato la credibilità- afferma- so che si usa questa etichetta come un complimento, ma io non la vedo così. Ho sempre voluto fare l’attore e non voglio che le persone mi ricordino solo per il mio corpo- continua- questa immagine non era giusta per i miei studi e i miei sacrifici” conclude.
“Il mio sogno è sempre stato essere un cittadino del mondo- ha esordito poi rispondendo ad un’altra domanda- ho sempre puntato più alla credibilità che alla conoscibilità, infatti cerco sempre di svelarmi piano piano dietro ogni mio personaggio”. Una passione dunque quella di Can Yaman che supera anche i limiti linguistici e che lo ha portato ad oggi a recitare in diversi paesi e che lo ha reso il personaggio di l’uomo che è oggi.
Quella stessa passione è stata il trampolino di lancio anche per l’attrice Mariasole Pollio che ha incantato il pubblico con la sua maturità e bellezza. “Il cinema è sempre stata la mia vocazione” ha esordito, rispondendo anche lei alle domande e ripercorrendo i passi che l’hanno portata a traguardi importanti. “Cerco sempre di dare amore alla telecamera, perché mi sono resa conto che se provo delle emozioni vere poi queste si percepiscono attraverso lo schermo- continua- se questa luce che provo riesce ad illuminare anche solo per riflesso chi mi ci ricorda, allora vuol dire che ne è valsa la pena” conclude.
“Siamo convinti che il successo arrivi dalla perfezione- ribadisce- ma se dovessi dire qualcosa alla me del passato, le direi di perseguire la propria passione e di non prendersi troppo sul serio. Ad un certo punto l’amore finisce, ma la passione rimane”.
Il pubblico ha infine potuto avere un’anteprima sui suoi prossimi impegni professionali: il prossimo 15 ottobre uscirà infatti “I so pazz“, film dedicato a Pino Daniele, in cui Mariasole interpreterà la prima moglie del cantautore napoletano.
In piena coerenza con l’anima “sociale” del festival, un momento di grandissimo impatto emotivo e istituzionale si è tenuto con la presenza di Nicola Graziano, Presidente italiano del Comitato Nazionale dell’UNICEF.
Nel corso del suo intervento, Graziano si è rivolto direttamente ai tantissimi giovani presenti in platea con un grande invito: “Siate protagonisti della vostra vita perché voi avete tante cose da dire»”. Definendo le nuove generazioni come i “silenziosi protagonisti del cambiamento”. Il Presidente ha coronato un momento che ha ben racchiuso il significato dell’intero festival:
l’arte si è fatta veicolo concreto di messaggi universali e di speranza per il futuro.










