Con Giovanni e Diletta, il cibo incontra la storia
Un proverbio latino recita“Sine Cerere et Baccho, friget venus” ovvero “Senza il cibo e il vino, s’affievolisce l’amore”. Da questo semplice ed invitante concetto di Giovanni Salvati e Diletta Iervolino nasce il ristorante Cerere e Bacco all’interno del Palazzo Aragonese a Palma Campania, costruito per Alfonso I d’Aragona alla fine del XV secolo come palazzo di delizia e residenza di caccia, ed ampliato nel XVII e XVIII secolo.
Giovanni si immette nel mondo della ristorazione già da bambino aiutando lo zio Salvatore proprietario di un ristorante, prima come cameriere e poi come direttore di sala e nel frattempo si diploma all’alberghiero. Ma la sua passione per il cibo lo fa spostare dalla sala alla cucina, decidendo così di mettersi in proprio nel 2016 con Cerere e Bacco insieme alla sua socia nonché compagna di vita, Diletta. Diletta ha una laurea magistrale in lingue e comunicazione interculturale, quindi viene da una formazione completamente diversa. Il suo ruolo inizialmente doveva essere solo di aiuto nella gestione amministrativa ma, vuoi la passione per la ristorazione e soprattutto l’amore per Giovanni, inizia così ad apprendere da lui l’esperienza della sala diventando parte integrante del ristorante e successivamente diventa anche sommelier di AIS Vesuvio.






L’anima del loro progetto è l’unione delle proprie passioni – cibo e cultura – in luogo storico come il quattrocentesco Palazzo Aragonese valorizzando il territorio in cui vivono attraverso una cucina rispettosa delle stagioni ed utilizzando prodotti esclusivamente vesuviani e campani.
Inizialmente il ristorante Cerere e Bacco era nelle cantine del palazzo con un’unica sala con 80 posti a sedere e nel frattempo gestivano Cerere e bacco la bottega, un piccolo punto vendita nel corso di Palma Campania.
Adesso il progetto è cambiato e migliorato in una nuova location ovvero la corte del Palazzo Aragonese. Il loro progetto si è così scisso in due anime, Cerere e Bacco Le Cantine, trasformato in sala meeting e music hall e Cerere e Bacco La Corte che accoglie ristorante, bottega e ricevimenti.
Quest’ultimo è strutturato in più sale differenziate e spazi all’aperto, in una cornice particolarmente suggestiva e con una capienza complessiva di 180 coperti: la bottega un’antica dispensa; le sale degustazione, la sala della caccia e la sala delle maioliche; due saloni ricevimento, la sala delle antiche scuderie e la sala delle pietre; un giardino segreto come area relax. Qui si respira la storia in ogni angolo e tutto è pensato per raccontare il luogo che li ospita.



Il tutto accompagnato da una cucina mediterranea di mare e di terra, legata al territorio, con materie prime campane, vesuviane e palmesi e con attenzione alla stagionalità, dove vengono selezionati maggiormente prodotti Slow Food e di piccoli produttori locali.
Il menù offre non solo una scelta libera ma anche 3 percorsi degustazione, così da non perdersi nessuna bontà che la cucina del ristorante offre:
- Il percorso “Campania Felix” con ziti alla genovese napoletana; bracioletta di vitello in pane aromatico con ciambotta di verdure; mousse stregata (ricotta di bufala al liquore strega, cioccolato e biscotto).
- Il percorso “Dal Mediterraneo al Vesuvio” con pizzelle al nero, crudo di seppia e nocciole; alice alla cilentana, scarole ripassate capperi e olive; tortelloni ripieni di burrata affumicata, baccalà, pomodori secchi e olive paesanelle del Vesuvio; bocconcino di rana pescatrice, pane aromatico, lardo e salsa di finocchi; sfogliatine con crema diplomatica da comporre.
- Il percorso “A corte dal Magnanimo” con uovo al vapore, tartufo nero scorzone e asparagi; pesce spada, caciocavallo fuso capperi e olive; caciottine di pecora e confetture della loro bottega.
Il ristorante offre anche la proposta delle pagnottelle. Non semplici panini, ma morbidi buns che loro preferiscono chiamare – in maniera più territoriale – pagnottelle: integrali o ai cereali con farina di frumento tipo 0 Petra (macinata a pietra, sostenibile e biologica), sono prive di conservanti, con semola rimacinata, farina di cereali, sale marino Presidio Slow Food, acqua microfiltrata, lievito naturale, burro d’alpeggio e olio extravergine d’oliva. Anche la proposta delle pagnottelle, come delle specialità di cucina, varia in base al rispetto della stagionalità.
Dopo 10 anni di duro lavoro e ricerca, il passaggio dalle cantine alla corte del Palazzo rappresenta per Diletta e Giovanni un grande risultato, trovando il loro equilibrio di squadra e di coppia che vede Giovanni Chef e Diletta direttrice di sala. Ma non mancano idee e progetti futuri come integrare percorsi degustazione con visite guidate alla scoperta del palazzo e del territorio, insieme a laboratori esperienziali e, visto il potenziale della location, di dedicarsi maggiormente a ricevimenti di livello: “il nostro obiettivo è quello di diventare un punto di riferimento nell’ospitalità esperienziale, grazie al nostro impegno rivolto alla valorizzazione del territorio, della sua storia e dei suoi sapori”.
Ristorante Cerere e Bacco, Via Guglielmo Marconi, 6, 80036 Palma Campania NA
Telefono: 081 510 6185
Sito web: https://cerereebacco.com/
Facebook: https://www.facebook.com/cererebacco/?locale=it_IT
Instagram: https://www.instagram.com/cerere_e_bacco/









