Grande emozione a Pimonte per il ritorno nella Parrocchia di San Michele Arcangelo dell’antico crocifisso scomparso dopo il terremoto del 1980. Dopo 46 anni l’opera è finalmente tornata a ‘casa’.
A benedire il crocifisso, in una chiesa piena di tanti fedeli, è stato don Nino Lazzazzara, che nel 2024 aveva richiamato l’attenzione sul crocifisso scomparso, denunciando contestualmente anche la scomparsa di una tela raffigurante l’ultima cena: “Quella di oggi è una giornata importante. Il ritorno a casa del crocifisso non rappresenta soltanto il recupero di un bene prezioso, ma testimonia la fede profonda e antica della nostra comunità” – ha dichiarato.
Alla cerimonia hanno preso parte, tra gli altri, il Maggiore dei Carabinieri Giuseppe De Lisa, il brigadiere Salvatore Sorrentino che ha condotto le indagini, il sindaco di Pimonte, Francesco Somma e Gerardo Califano.
Nel suo intervento, don Nino ha richiamato tutti al senso di responsabilità verso il patrimonio religioso e culturale: “Abbiamo il dovere di custodire ciò che abbiamo ricevuto. Siamo tutti pellegrini di passaggio e dobbiamo consegnare ai nostri figli il patrimonio che ci è stato affidato. Non siamo padroni di nulla: dobbiamo recuperare e preservare la memoria storica. Adesso si procederà al restauro, quanti vorranno contribuire a questo importante intervento, sono i benvenuti” – ha concluso.
L’opera è stata recuperata grazie all’attività investigativa delegata da questa Procura della Repubblica ai Carabinieri e finalizzata al recupero e al rintraccio di importanti beni di interesse storico-culturale sottratti dalla chiesa di San Michele Arcangelo di Pimonte.
L’opera: una scultura lignea policroma di 92 centimetri, raffigurante Cristo in croce, come accertato dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’Area Metropolitana di Napoli, è un bene di altissimo pregio e interesse storico-artistico.
Il crocifisso rappresenta un simbolo identitario per l’intera comunità: depositario di preghiere, speranze e devozione popolare. Il suo ritorno restituisce alla parrocchia e ai fedeli un prezioso frammento della propria memoria collettiva.









