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Home Eventi

Questione di metodo e narrazione: esperti a confronto sull’eruzione che devastò Pompei

Giada Cuomo di Giada Cuomo
17/11/2025
in Eventi
Tempo di lettura: 4 minuti

Convegno Internazionale per discutere sull’enigmatico evento

Nuovo dibattito sull’eruzione che devastò Pompei: esperti a confronti per discutere del catastrofico evento. Il 21 e 22 novembre l’Antiquarium di Boscoreale ospiterà un Convegno internazionale incentrato sulla data dell’eruzione del Vesuvio che seppellì Pompei e l’intera area vesuviana, dal titolo “POMPEI · 79 d.C. questioni di metodo e di narrazione storica”. Un’ occasione per studiosi e appassionati di archeologia per approfondire la complessa e dibattuta questione. La conferenza si svilupperà in due giornate di interventi e dibattiti, con la partecipazione di studiosi provenienti da diverse istituzioni accademiche nazionali e internazionali che si confronteranno e affronteranno il tema da punti di vista e metodologici differenti: filologici, climatici, astrologici, ambientali, geologici, numismatici, epigrafici, archeobotanici, archeozoologici, storici e religiosi. L’evento è organizzato dal Parco archeologico di Pompei in collaborazione con la Casa editrice Scienze e lettere e l’Archeoclub D’Italia e si dispiegherà nell’arco di due giornate.

Venerdì 21 novembre alle 9,30 ci sarà una conferenza dedicata ai saluti istituzionali e a una serie di interventi che esploreranno le motivazioni del convegno: interverranno assieme al Direttore del Parco archeologico Gabriel Zuchtriegel, Rosario Santanastasio, Presidente Nazionale Archeoclub d’Italia, Michele Martucci, Coordinatore Archeoclub d’Italia Campania, Helga Di Giuseppe, Mario Grimaldi, Eric M. Moormann, Pedar Foss, Valeria Amoretti, Chiara Comegna, Alessandro Russo, Nathalie de Haan e Kurt Wallat. Alle 14:30, trasferimento al Parco Archeologico di Pompei con visita ai nuovi scavi e al laboratorio.

La seconda giornata di sabato 22 invece sarà divisa in due sessioni:
Al mattino la sessione sarà presieduta da Stefano De Caro, con interventi di: Allison Emmerson, Mary Evelyn Farrior, Mark Robinson, Jordan Rogers, Girolamo Ferdinando De Simone, Antonio Caruso, Antonio Corso, Gaetano Di Pasquale, Alessia D’Auria. Al pomeriggio, presiede Antonio De Simone con interventi di: Umberto Pappalardo e Mario Grimaldi, Salvatore Ciro Nappo, Llorent Alapont, Helga Di Giuseppe, Marco Di Branco, e infine una tavola rotonda con discussione di Paolo Giulierini, Giuseppe Camodeca, Antonio De Simone, Eric M Moorman, Grete Stefani.

“Si dice che sulla data dell’eruzione del Vesuvio ci sia un lungo dibattito, ma come si è svolto finora? Principalmente con una lunga serie di contributi -‘monologo’ che si rafforzavano o si attaccavano a vicenda. – spiega il Direttore del Parco, Gabriel Zuchtriegel – Quando un anno fa abbiamo pubblicato un articolo sul tema, sul nostro E-Journal degli Scavi di Pompei, con il sottotitolo ‘premesse per un dibattito aperto’ volevamo mettere in evidenza questo punto: prima di esprimersi a favore di un’ipotesi, sia quella estiva sia quella autunnale, occorre dialogare. Siamo contenti che gli organizzatori del convegno e gli ospiti la vedono alla stessa maniera: saranno due giorni per celebrare la cultura del dialogo, anche e soprattutto quando non siamo tutti d’accordo.”

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“La data dell’eruzione del Vesuvio è uno degli argomenti più dibattuti della storia dell’antica Pompei. Nonostante sia noto tutto, dal responsabile della catastrofe, all’anno, al mese, al giorno e all’ora di quella che fu definita dalle vittime stesse la “fine del mondo”, e siano risaputi gli antefatti, i fatti e le conseguenze grazie a un testimone oculare quale fu Plinio il Giovane, è dal 1600, cioè da prima che iniziassero gli scavi a Pompei ed Ercolano, che se ne discute. Non c’è periodo storico che non abbia prodotto una data diversa dell’eruzione che oscilla dal 24 agosto al 23 novembre – ha dichiarato Helga Di Giuseppe, archeologa e ricercatrice – passando per il 23 settembre, il 24, il 30, il 31 ottobre e anche il 1novembre del 79 d.C.. La confusione è stata generata da diverse ragioni tutte plausibili. Ma siamo sicuri di aver utilizzato un metodo di ricerca corretto nel trattamento dei dati archeologici? In collaborazione con il Parco Archeologico di Pompei e con Archeoclub d’Italia, il 21 e 22 Novembre, si terrà un convegno internazionale di carattere preminentemente metodologico al fine di riaprire una questione che sembrava chiusa definitivamente, ma che tale non è affatto. Abbiamo invitato studiosi di diverse scuole e provenienza (USA, Gran Bretagna, Grecia, Olanda, Spagna, Italia) che potessero parlarci dei codici delle lettere di Plinio, della posizione della Terra rispetto agli astri nel 79 d.C., del clima, del trattamento dei reperti botanici e zoologici, delle tecniche agrimensorie, delle stagioni, dei più recenti ritrovamenti e di nuove letture, di numismatica, di ciò che i Pompeiani indossavano in quegli ultimi giorni della loro vita, della visione degli autori antichi di quella eruzione e anche delle azioni rituali che possono essere state messe in atto dai Pompeiani rimasti in città, che – sappiamo – pregarono molto, moltissimo gli dèi al fine di scongiurare l’ineluttabile oblio. Cercheremo nuovi punti di vista per dirimere una questione che appare tutt’altro che risolta”.

“L’Archeoclub d’Italia è onorata di aver contribuito all’organizzazione di un convegno internazionale di così grande rilievo, in collaborazione con un Ente prestigioso come il Parco Archeologico di Pompei. L’obiettivo che ci siamo posti è quello di approfondire il tema della data dell’eruzione del Vesuvio da prospettive diverse. Riteniamo dunque questo convegno di particolare importanza – dice Rosario Santanastasio, Presidente Nazionale Archeoclub d’Italia – poiché rappresenta un’occasione di confronto e dialogo tra studiosi provenienti da tutto il mondo, che presenteranno le proprie ricerche, i metodi di indagine e le più recenti scoperte legate alla straordinaria storia della nostra terra. Desidero esprimere la mia più sincera gratitudine al dottor Gabriel Zuchtriegel per la disponibilità e la generosità dimostrate, a partire dall’ospitarci qui all’Antiquarium fino alla visita ai laboratori del Parco. Un ringraziamento speciale va anche agli archeologi Helga Di Giuseppe e Mario Grimaldi per l’impegno e la dedizione profusi nell’organizzazione dell’evento. Il ruolo dell’Archeoclub d’Italia rimane, oggi come da oltre cinquant’anni, quello di farsi promotore della conoscenza, impegnandosi a coltivarla, diffonderla e tramandarla come eredità alle generazioni future”.

Meccanica Russo Meccanica Russo Meccanica Russo
Giada Cuomo

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