Casoria. La Mia Crucis nella chiesa di San Giustino De Jacobis

Un tuffo nella storia sacra e nell’arte contemporanea attraverso il ciclo pittorico di Marco Chiuchiarelli

Casoria si conferma nuovamente polo d’attrazione e propulsore dell’arte contemporanea. Di recente la chiesa di San Giustino De Jacobis ha accolto al suo interno un ciclo pittorico di quattordici olii su tela incentrato sulla Via Crucis e firmato dal maestro Marco Chiuchiarelli, volto noto e protagonista della scena artistica napoletana ultra-contemporanea, e più nello specifico di quella frangia di artisti promotori da qualche anno –  e finalmente, oserei dire – di un serio e convinto recupero della tradizione pittorica di ascendenza figurativa e protesa verso il naturalismo nudo e crudo.

Il nome scelto per il suo ciclo ne definisce già il carattere essenziale. La Mia Crucis, infatti, si propone come un tuffo nella Storia Sacra, che, prima ancora che la storia di Cristo, vuole porsi come storia personale, tanto dell’artista, quanto dell’osservatore. Rispetto alla tradizione pittorica il punto di vista è radicalmente ribaltato, rendendo il fedele non più spettatore delle sofferenze del Salvatore sulla strada per il Golgota – generalmente raffigurate in terza persona –, bensì protagonista del doloroso cammino, vissuto stavolta con gli occhi della vittima.

L’azione, allora, si moltiplica sulla tela secondo una miscellanea commistione tra cinema, teatro, sequenze fotografiche e ultramoderne realtà aumentate, anche se la base forte su cui pare poggiare questa opera magna di Chiuchiarelli rimane probabilmente il ragionamento, la ricerca, lo studio. Una ricerca cromatica, in primis, che accompagna i personaggi nel loro percorso emotivo lungo tutte le stazioni, ma anche uno studio rigoroso delle gestualità, chiare, potenti ed evocative, come le mani della Maddalena mentre assiste alla crocifissione, dolcemente adagiate sul ventre, ad annunciare la venuta del figlio di Cristo.

L’immedesimazione a cui è chiamato il fedele, in fondo, altro non è che l’immedesimazione dell’autore stesso nella tragica vicenda del Cristo. Le tappe di questo Calvario sono infatti le tappe che l’umanità intera quotidianamente affronta, nelle quali è necessario rintracciare – o decifrare – il messaggio di salvezza e il soffio di speranza in esse puntualmente racchiusi. Ecco perché Chiuchiarelli, proponendo una non-presenza di Cristo sulla tela, ha deciso di consegnare a ognuno di noi questa missione, rendendoci martiri moderni, mai quanto stavolta testimoni della Passione di Cristo.

Le opere sono in esposizione perenne nella chiesa. Orario di apertura: 9:00 – 12:00, 16:00 – 18:00.

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