Come il Castel Capuano divenne il Tribunale della Vicaria

La sua antica storia: dai fasti dei re all’umiliazione dei debitori

A Napoli, percorrendo tutta via dei Tribunali e andando verso Porta Capuana si incontra un grande edificio di cui a volte si dimentica la sua antica storia: Castel Capuano.

Il castello fu costruito nel 1160 per volere del re di Sicilia Guglielmo I, figlio del re Ruggero il Normanno. Costruito in prossimità di Porta Capuana, da cui prende il nome, aveva un’importante scopo difensivo e di controllo, trovandosi sulla tratta commerciale dei paesi dell’entroterra campano.

Sotto il regno svevo di Federico II ha avuto il suo massimo splendore. Quando tornava da Palermo il re amava soggiornarvi perciò ristrutturò e ampliò il castello rendendolo molto più confortevole. Nel 1279 Carlo I d’Angiò fece costruire Castel Nuovo dove trasferì la sua corte.

Così Castel Capuano perse la sua funzione di residenza reale ma mantenne un posto d’onore tra gli edifici napoletani. In questo periodo Francesco Petrarca arrivò a Napoli e, come i più illustri ospiti, alloggiò nel Castel Capuano. Nello stesso castello si sposarono Carlo III di Napoli e Margherita Durazzo d’Angiò e qui la loro figlia, ed erede al trovo, Giovanna si nascose durante l’assedio di Alfonso V d’Aragona.

Nel XVI secolo l’imperatore spagnolo Carlo V soggiornò nel castello per un breve periodo ma fu il suo viceré don Pedro de Toledo a determinare il destino di questo luogo.

Il viceré infatti trasformò il castello nella sede dei Tribunali della Vicaria. La funzione giuridica dell’edificio è rimasta negli anni e ha fatto dimenticare il regale passato del castello, ancora oggi molti lo conoscono semplicemente come il Palazzo della Vicaria. Per la sua nuova funzione furono trasferiti tutti gli uffici giuridici e ampliate le carceri. Nonostante siano passati tanti secoli, tra i napoletani è rimasto vivo ricordo della sua Colonna degli infami. Si trattava di una vera e propria colonna di epoca greco romana, probabile reperto di un antico edificio della zona, su cui i debitori insolventi dovevano alzarsi, spogliarsi completamente e dichiarare di rinunciare a tutti i loro beni. A questa dichiarazione il popolo non manteneva alcun decoro e insultava e ridicoleggiava il debitore. Il terrore di questa pubblica umiliazione diffuse tra i napoletani il detto, tutt’ora in uso, di “mannaggia ‘a culonna ‘nfame”. In realtà la colonna era solo una parte del terribile scenario del Palazzo della Vicaria, fuori dal castello erano esposti in gabbie di ferro le teste dei condannati a morte come monito per la popolazione. A Napoli si ricorda ancora la storia di Giuditta Guastamacchia. Nel 1799 la donna uccise il marito con l’aiuto di tre uomini, tra cui il padre. Insieme dilaniarono il corpo e decisero di nasconderne i pezzi in diversi punti della città. Scoperti furono condannati tutti e le loro teste furono esposte per oltre 10 anni fuori il palazzo.

La colonna, e il resto della terribile scenografia, venne demolita solo nel XVIII secolo dal re Carlo di Borbone che ristrutturò tutto l’edificio lasciandone però la funzione giuridica.

All’esterno del castello si possono ancora leggere alcuni momenti del suo passato. Sul portale d’ingresso c’è lo stemma dell’imperatore Carlo V di Spagna con l’aquila ad ali spiegate e poco più sopra lo stemma dei Savoia affisso dopo l’Unità d’Italia, mentre all’angolo Nord-est è visibile lo stemma di don Pedro de Toledo. Sempre sopra l’ingresso principale sono poste due date, una è la vittoria di Carlo V a Tunisi e l’altra è l’anno in cui il castello divenne sede del tribunale.

Oggi nel Castel Capuano sono rimasti alcuni uffici del tribunale e un’importante biblioteca ma conserva anche dei bellissimi cicli di affreschi. La Sala dei Busti e quella della Corte d’appello sono state recentemente restaurate e sono tornate al loro splendore. La Sala dei Busti è così chiamata perché espone i busti dei più importanti avvocati napoletani che, come Giuseppe Poerio e Mario Pagano, testimoniano quanti personaggi illustri possa vantare questa città.

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