La Federico II, la storia dell’ateneo più longevo d’Europa

L’Ateneo conta 42 Centri di ricerca e di servizio, 2 Orti botanici, 108 biblioteche di cui una telematica

Napoli vanta il primato di ospitare la più antica università laica e statale del mondo: la Federico II. Fondata il 5 giugno del 1224, prende il nome dal suo fondatore, Federico II di Svevia.

L’imperatore del Sacro Romano Impero e re di Sicilia, edificò quella che oggi è la principale istituzione partenopea attraverso una lettera circolare inviata da Siracusa. La città di residenza di Federico II era Palermo, capitale del suo regno, ma il sovrano scelse come sede dell’edificio Napoli, svariati furono i motivi che lo spinsero a tale decisione.

In un primo luogo, lo Studium (oggi università) venne creato all’interno del Regno affinché i sudditi del re, potessero godere di una formazione esclusiva e studiare senza dover affrontare faticosi viaggi. L’imperatore aveva particolarmente a cuore la cultura del suo personale, d’altronde era lo stesso di cui si serviva per la gestione amministrativa del suo regno. In questo modo avrebbe evitato anche che i sudditi, così come tutti gli altri studenti, si spostassero all’ Università di Bologna, che nel Medioevo, godeva di un gran prestigio, soprattutto negli studi giuridici.

In secondo luogo, la scelta ricadde su Napoli, per la lunga tradizione culturale ed il legame che la città ha sempre avuto con la figura di Virgilio. Era infatti definita la “Vergiliana Neapolis” e fu sicuramente, per tutto il medioevo, sede di scuole. A questi si aggiunsero altri motivi di carattere economico e geografico. Come la necessità di una sede che fosse centrale e quindi accessibile a tutti, sia via mare sia via terra,la salubrità del clima e la grandezza della città capace di offrire numerosi alloggi per gli studenti del regno.

Le discipline che spiccarono fin dai primi anni furono quelle inerenti al diritto alla medicina e alla teologia, quest’ultima in particolare vide come suo insegnate, per qualche anno, Tommaso D’aquino. Durante il dominio aragonese, nel ‘400, l’ateneo venne chiuso diverse volte, fino alla riapertura del 1507 nel convento di San Domenico Maggiore che fu la sede ufficiale dell’università per tutto il ‘500. Gli anni successivi non furono floridi per la Federico II, così come per tutti gli altri atenei a causa anche dell’insorgenza di scuole privati e collegi. Nel ‘700 invece, l’università visse un periodo positivo, in quel periodo anche il filosofo Giambattista Vico entrò a farne parte come insegnante. Nel 1735 nacque la prima cattedra di astronomia in Italia e nel 1754 la prima cattedra di economia del mondo.

L’ateneo subì nuovamente uno spostamento e fu trasferito nel Convento del Salvatore, dove prima risiedeva il Collegio dei Gesuiti, fino al 1884, quando dopo una violenta epidemia di colera, l’università fu spostata, nella nuova sede di Corso Umberto I, dove tutt’ora risiede. Nel dopoguerra, in seguito all’evoluzione moderna del modello universitario in generale, l’Università degli Studi di Napoli divenne il secondo ateneo più importante d’Italia per numero di iscritti, secondo soltanto alla Sapienza di Roma.

Nel 1987 assunse l’attuale denominazione che richiama le sue antichissimi origini e nel 1991, con lo scopo di decongestionare l’ateneo, venne istituita la Seconda Università degli studi di Napoli. Di giovane fondazione, a dispetto della nascita dell’ateneo, è il Centro musei delle scienze naturali dell’Università di Napoli, istituito nel 1992 e costituito da cinquemusei: zoologia, paleontologia, mineralogia, antropologia e quello di fisica. Il Centro Musei conserva più di 150.000 reperti, raccolti sin dalla fine del Settecento. Una storia plurisecolare quella della Federico II, rinomata da sempre per l’alta qualità dei suoi insegnamenti.

Rappresenta il più grande centro di ricerca del Mezzogiorno e garantisce da anni, per i suoi studenti, a prescindere dal corso di studi prescelto, un’ eccellente preparazione di base. Dall’anno accademico 2013/2014 è in vigore il nuovo Statuto e l’università oggi si compone di 4 scuole e 26 dipartimenti, sono quindi scomparse le Facoltà. L’Ateneo, conta 42 Centri di ricerca e di servizio, 2 Orti botanici, 108 biblioteche di cui una telematica e 12.000 postazioni informatiche.

Numerosi sono gli artisti che negli anni hanno ospitato le sedi didattiche della Federico II, ognuno dei quali ha cercato, attraverso un confronto, di lasciare agli studenti parte della propria esperienza di vita e di conseguenza, egli stesso, ha portato certamente a casa qualcosa.

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