Il santuario di Santa Maria del Carmine Maggiore

Arte devozione e storia, nella chiesa per eccellenza del barocco napoletano

Se si vuole conoscere il così detto “baracco napoletano” la chiesa del Carmine Maggiore è sicuramente uno dei primi luoghi da visitare.

Situata nell’omonima piazza vicina a Porta Nolana e via Marina, la basilica santuario di Santa Maria del Carmine Maggiore era in origine una cappella dedicata a San Nicola che fu data a due monaci venuti a Napoli per sfuggire ai saraceni. Loro vi collocarono l’immagine della Vergine Bruna che è diventata nei secoli una delle figure più care ai napoletani. La Madonna del Carmine è oggetto di una fortissima devozione e la città ha un rapporto così stretto con lei che è comune l’esclamazione “Mamma d’o Carmene”.

Nel 1500 l’icona fu portata in processione a Roma e durante il tragitto ha esaudito tantissimi miracoli, riportata a Napoli è diventata ancora più cara e motivo di orgoglio per la città. Da secoli ogni mercoledì le persone si recano in pellegrinaggio da lei per chiederle un miracolo.

Altro oggetto degno di devozione conservato nella chiesa è il Crocefisso. Durante l’assedio di Pietro d’Aragona fu lanciata una bombarda sulla chiesa che distrusse l’abside, avrebbe colpito anche il Crocifisso se questo, miracolosamente, non avesse abbassato la testa. Quando l’anno successivo Alfonso d’Aragona riuscì a conquistare Napoli, ricostruì la chiesa per chiedere perdono dell’attacco alla Madonna del Carmine. Ogni anno dal 26 dicembre al 2 gennaio il Crocifisso miracoloso è mostrato al pubblico per la venerazione.

Il 15 luglio è un’altra data importante, ricorre la festa della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo e la chiesa la omaggia con uno spettacolo mozzafiato. E’ una tradizione antichissima, consolidata già ai tempi di Masaniello, in cui si simula un attacco alla chiesa con l’incendio del campanile. Mentre i fuochi d’artificio illuminano tutta la struttura la figura della Madonna Bruna viene sollevata fin sopra e, passo passo, spegne l’incendio.

Data la fondazione in epoca medievale, la chiesa era in origine gotica ma i danni del terremoto del 1456 e quelli dei moti rivoluzionari del 1647 comportarono la ricostruzione della chiesa. Ristrutturata nel XVIII secolo è oggi un gioiellino del barocco napoletano. Ha un’unica navata centrale con cappelle laterali, è un trionfo di marmi policromi e stucchi dorati. Per l’abside Cosimo Fanzago usò le pietre più preziose realizzando alle spalle una nicchia per l’icona della Madonna Bruna, mentre la sacrestia è ricca di affreschi dorati di Filippo Falciatore.

Nella chiesa sono conservate le spoglie di Corradino Hohenstaufen, ultimo discendente della casa sveva a cui nel 1847 fu costruito un monumento commemorativo nella navata. Trovano riposo in chiesa anche alcuni dei martiri della Repubblica del 1799, giustiziati in piazza Mercato dalla regina Maria Carolina, tra questi Eleonora Pimentel Fonseca, Domenico Cirillo, Mario Pagano e Luisa San Felice.

Dettagli
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    Piazza del Carmine 2, Napoli
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