O’Capitano e Perzechella: il turismo neorealista di Vico Pazzariello

“Il monumento più importante di Napoli è la gente, se scompare il popolo, la città non sarà più la stessa”

A studiare bene la storia di certi luoghi ci si accorge che ognuno ha avuto, prima o dopo, un suo capopolo, un capitano. Napoli ne ha avuti diversi: c’è stato quello della rivolta del 1647 ed era un pescatore chiamato Masaniello; c’è quello nascosto nel ventre della città a comandare smargiasso in quel cimitero di scheletri detto delle fontanelle e poi ce ne è uno vestito con giubba e cappello napoleonico.

Quest’ultimo si trova in Vico Pazzariello, il suo nome è Angelo Picone ed è detto, appunto, O’ Capitano. Presidente dell’Associazione Vico Pazzariello, O’Capitano, ha creato da anni un sodalizio con un’altra Associazione con sede nello stesso quartiere, “Il Teatrino di Perzechella” di Giuseppina Andelora sua compagna nella vita e nell’arte

Angelo e Pina, pardon, O’Capitano e Perzechella (perché così tutti li conoscono), sono due artisti, due napoletani doc, appassionati, battaglieri e creativi che hanno realizzato da anni un nuovo modo di fare turismo: loro lo chiamano turismo neorealista. Ma di cosa si tratta? Partiamo da un principio fondamentale: “Il monumento più importante di Napoli è la gente. Oggi – spiega Angelo – assistiamo a una vera e propria desertificazione culturale e artistica, se scompare il popolo, Napoli non sarà più la stessa“.

Con tenacia e un pizzico di sana follia, i nostri due amici hanno saputo trasformare quella che era la storica fabbrica di cioccolata “Perzechella” in un bellissimo teatrino, luogo di accoglienza e solidarietà fatto di gente e vissuti personali. Luogo di canti, balli, letture, poesie e piatti della tradizione cucinati e spiegati con amore dalla gente del popolo. Un circolo creativo ed attivo dove rigenerare la cultura napoletana con una mission “possible” ben precisa: coltivarla, divulgarla, insegnarla e trasmetterla soprattutto ai ragazzi di strada e giovani del quartiere per insegnare loro un mestiere, investendo nel territorio, nelle sue tradizioni e così salvarli.

Quanta generosità e amore in questi due cuori umili e “pazzarielli” che sconfiggono la miseria che ci circonda attraverso l’arte e la solidarietà. Del resto Angelo e Pina, sono stati gli ideatori del “panaro solidale”. Vi ricordate? “Chi ha metta chi non ha prenda”. In piena pandemia dai loro balconi calavano pasti caldi e sorrisi per aiutare i più sfortunati. Eppure non si sono montati la testa e, nonostante le tante difficoltà, continuano con umiltà a perseguire il loro progetto di turismo neorealista, esperienziale e  solidale.

“Il turista infondo – ci spiegano – oggi è in cerca sempre di più di una Napoli verace e di emozioni autentiche, noi siamo stati in un certo senso i pionieri di questa nuova tendenza”. Le loro associazioni sono oggi un punto di riferimento per tanti artisti e tante persone che vivono di condivisione. Lì, con loro, state pur certi, grazie alle sapienti mani di Perzechella, una cioccolata o una “marenna” non sarà negata mai a nessuno. Nel cibo antiche tradizioni culinarie ed in esso l’amore. Nell’amore la condivisione. Nella condivisione la solidarietà.

“Cambiando il vicolo – conclude con fermezza il nostro Capitano  – cambia il mondo”. Eccolo il capitale immenso che possiede Napoli, è semplice, spontaneo, si cala da un paniere ma il suo valore è inestimabile. Si chiama capitale umano ed ha sede in un piccolo e stretto vico del centro storico, ha sede in vico Pazzariello.

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