Sega la Vecchia, un antico rituale del tempo di Quaresima

Una rappresentazione drammatica e grottesca diffusa ancora oggi in Campania

Archiviati i fasti del recente Carnevale, ecco che, a partire dal Mercoledì delle Ceneri, fa il suo ingresso ufficiale la Quaresima.

Si tratta di un periodo di quaranta giorni che precede la celebrazione della Pasqua Cristiana, un cammino di preparazione per i credenti in cui si osservano alcune forme di penitenza come il digiuno, la preghiera più intensa e la pratica della carità.

Per il rito romano la Quaresima inizia con la funzione liturgica del Mercoledì delle Ceneri, nel corso della quale il celebrante sparge sul capo dei fedeli un pizzico di cenere benedetta ricavata dopo aver bruciato i rami d’ulivo benedetti nella Domenica delle Palme; secondo il rito ambrosiano, invece, la Quaresima inizia la domenica immediatamente successiva al “martedì grasso” e l’imposizione delle ceneri avviene il lunedì seguente, mentre il giorno di digiuno e astinenza viene posticipato al primo venerdì di quaresima.

In Campania, secondo la tradizione, a partire dal Mercoledì delle Ceneri viene fatto penzolare dai balconi un fantoccio, detto “Quaresima”, “Vedova del Carnevale” o, ancora, “la Vecchia”, che altro non è che la personificazione di questo periodo fatto di sacrifici e di astinenza in netta contrapposizione con l’opulenza del Carnevale che ha appena celebrato il suo funerale, e al quale viene dato fuoco il sabato precedente la Pasqua, per simboleggiare la liberazione dalle privazioni e la rinascita a nuova vita.

Tuttavia, esiste un periodo intermedio tra il mercoledì delle Ceneri e la domenica di Pasqua che coincide con i primi venti giorni della Quaresima nel corso del quale, per manifestare la gioia per il raggiungimento della metà del percorso penitenziale, si “sega la vecchia”.

Si tratta di una rappresentazione drammatica e grottesca che è ancora viva al giorno d’oggi soprattutto nella  cittadina di Alife, in provincia di Caserta, dove si celebra il giovedì che precede la penultima domenica di Quaresima.

La Vecchia rappresenta l’inverno, il digiuno, da scacciare e da “uccidere” simbolicamente per permettere l’arrivo della nuova primavera, far rinascere le messi e favorire la crescita dei nuovi raccolti. Che si tratti di un fantoccio con sembianze umane oppure di un tronco di quercia, ciò che conta è che la Vecchia sia segata, spaccata oppure bruciata in un falò, ma comunque “punita” per permettere di raggiungere la redenzione, quasi come si esercitasse un rituale magico per scacciare la cattiva stagione e invocare la primavera, che è il fulcro del mondo agricolo.

(foto di copertina: © www.valdichiana.it)

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