Teoria e pratica di pane e pomodoro, il trattato di Leopoldo Pomés

Rosso, ironico e profondo: una piccola perla firmata Graphe.it

Quando in un libro ritrovi e riscopri quell’equilibrio che ti fa stare bene, che forse avevi dimenticato – perché spesso dimentichiamo che la felicità risiede sempre nelle piccole cose – allora è veramente il caso di dire che i libri salvano. Hanno un potere immenso. Come immensi sono i ricordi che mi ha evocato “Teoria e pratica di pane e pomodoro” di Leopoldo Pomés, edito Graphe.it Edizioni, un piccolo testo di grande ironia e tenerezza.

Per la fame, a dire la verità, non avevo propriamente bisogno del testo in questione, ma di sicuro mi ha fatto venir voglia di sapori genuini. E in che modo.

Il libro vede la sua prima pubblicazione nel 1985, verrà tradotto in italiano dopo molti anni, grazie anche alla perseveranza e all’amore di Juliet Pomés Leiz, figlia dell’autore. I disegni di cui il libro è arricchito sono proprio del suo papà, Leopoldo Pomés, noto fotografo spagnolo.

In questo libricino ci troverete molte cose, in primis, la storia di un amore e di una passione verso un piatto di tradizione catalana. È un elogio alla pazienza e alla cura con cui le generazioni passate lo portavano in tavola, è un trattato che ci invita a non dimenticare le proprie origini, i sapori della buona cucina. Queste pagine sono i ricordi d’infanzia che si mescolano e che accomunano un po’ tutti. Ma il libro, rigorosamente rosso, vuole anche essere un libero sfogo, fatto di sentimenti buoni, nei riguardi di un paese che forse per timidezza o per poco “appeal”, non è mai riuscito a vendersi come avrebbe dovuto. A pagarne le spese, in questo caso, sono state le tradizioni culinarie. Bisogna difenderle, esserne orgogliosi e Leopoldo Pomés in questo breve racconto bizzarro, ci ricorda come si fa.

Chi di noi, da bambino o da adulto, non ha mai mangiato una fetta di pane e pomodoro, magari preparato dalla nonna? Quella catalana – ed io ci credo – deve essere davvero speciale. Leopoldo ci accompagna passo passo nella preparazione di questo piatto. Tanto per cominciare: non vorrete mica mangiarlo di fretta e furia? Il pane e pomodoro è un rito, un po’ come per noi in Campania il caffè e come tale va vissuto con calma e goduto lentamente. Fate attenzione al coltello che utilizzate o al piatto che mettete in tavola e su cui adagiate il vostro pane. Mi raccomando di condire con l’olio entrambi i lati, lo stesso dovete fare quando strofinate con delicatezza il pomodoro sulla fetta.

Ah, dimenticavo, per godere a pieno questa pietanza, nel sapore e negli odori, il vostro animo deve essere sereno. Così dice e così scrive il nostro Leopoldo, ma volete dargli torto?

Cosa centra la Campania con il pane e pomodoro? La risposta è nelle ricette che ci vengono proposte all’interno del libro, tra gli ingredienti troverete il Pomodorino del Piennolo del Vesuvio DOP, che come ben sapete, è tradizione appendere per lasciarlo essiccare. Quello sì che è un bel rosso accesso. Ad impreziosire il libro, ci pensa Nicola Santini, che propone la sua personale ricetta gourmet del pane e pomodoro e ci porta, questa volta a Cetara. Eh sì, perché il pane e pomodoro di Nicola, prevede le acciughe di Cetara.

Ma non è venuta voglia anche a te di pane e pomodoro?

“Annusa, chiudi gli occhi, mordi, gusta, ripeti”.

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