Un giro a Forcella, tre monumenti a pochi passi

La fontana della Scapigliata, quella del Capone e il cippo

Se a Napoli si sta passeggiando su Corso Umberto, la via simbolo del risanamento del XX secolo, basterà svoltare in via Egiziaca a Forcella per immergersi subito nell’antico centro urbano della città, fatto di stradine strette in cui si insinua appena il sole. Entrando in via Egiziaca si incontrano dopo pochi passi ben tre dei monumenti più famosi ed antichi di Forcella.

Di fronte all’antico ospedale Ascalesi c’è una stretta piazzola dove sorgono due antiche fontane, quella della Scapigliata e quella del Capone.

Entrambe furono costruite intorno al 1539 sotto il viceregno di Don Pedro de Toledo, il quale si impegnò lungamente per migliorare i servizi pubblici della città.

Entrambe furono realizzate dall’architetto Giovanni da Nola, autore dell’altare maggiore della Basilica di San Lorenzo Maggiore a Napoli.

La prima fontana, quella della Scapigliata, è composta da un lungo vascone che occupa la gran parte della piazzola. Al centro il getto d’acqua fuoriusciva da una pietra a forma di scoglio, per questo in realtà la fontana era stata battezzata Scompigliata, è stata poi “la voce del popolo” a modificarne il nome. Oggi la roccia centrale è stata sostituita da una colonna con lo stemma dell’ospedale Ascalesi.

La fontana del Capone è invece addossata al palazzo, come la maggior parte delle fontane costruite a Napoli durante la dominazione spagnola. Ha una vasca molto più piccola ed era decorata con tre mascheroni, due bronzei ormai perduti ed uno in marmo, l’unico sopravvissuto, da cui esce l’acqua. Leggenda vuole che le madri che lasciavano i loro figli alla Ruota dell’Annunziata, disperate per il loro gesto, si recassero proprio alla fontana del Capone a piangere. Le loro tristi lacrime avrebbero alimentato la fontana che serve la città.

A pochi passi dalle fontane, in piazza Vincenzo Calendra, c’è invece il famoso cippo a Forcella. Si tratta dei resti dell’antica cinta muraria di epoca greca; molti studiosi pensano anzi che si tratti proprio dei resti della porta cittadina Herculanensis. Questi resti furono rinvenuti in epoca rinascimentale e consacrarono la zona come la piazza delle mura greche. Ancora oggi questo piccolo spaccato archeologico si apre nel mezzo del gran via vai della piazza e ricorda quanto la città di Napoli sia antica e ricca di storia.

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