Per la ventiquattresima edizione, dall’11 al 13 settembre, attesi cinquantamila visitatori
Da Gragnano al mondo. Tante le rotte internazionali seguite dalla pasta che già nel seicento veniva fatta essiccare in strada e per secoli ha viaggiato in più continenti. L’edizione di quest’anno, la ventiquattresima, le ricorda e celebra. Parte domani, 11 settembre, la Festa della Pasta che per il 2026 guarda lontano e racconta il lungo viaggio. In tre giorni sono attesi cinquantamila visitatori. Quattordici gli chef protagonisti fino a domenica. Così i paccheri incontrano il ragù senegalese e gli spaghetti il yakisoba, piatto tipico giapponesi.
Tra i cuochi gli stellati Domenico Iavarone, chef al ristorante Zest, e Ciro Sicignano del Loreley, entrambi a Sorrento. La manifestazione, promossa dal Consorzio di Tutela della Pasta di Gragnano IGP insieme al comune di Gragnano e alla regione Campania, affida infatti proprio agli chef il compito di tradurre in cucina il viaggio della pasta attraverso continenti e tradizioni gastronomiche. Previsti stand con degustazioni, showcooking e masterclass per chi si vuole cimentare. Per i dodici pastifici del Consorzio significa anche ripercorrere la strada fatta negli ultimi dieci anni, da quando Gragnano ha ottenuto il marchio Igp. Il 2025 si è chiuso con 110 tonnellate di pasta prodotta, 400 milioni di fatturato, con il 50 per cento destinato all’export. Tra i mercati più forti gli altri paesi dell’Unione europea, gli Usa e negli ultimi anni la pasta ha conquistato gli Emirati arabi e comincia a farsi apprezzare in Oriente. Una espansione che la festa interpreta nei primi proposti.
Il sipario si alza alle 18:15 con il tradizionale taglio degli spaghetti. Un rito scaramantico di buon augurio, ormai consolidato. Subito dopo c’è la consegna di un premio. Alle 18,30 protagonista sarà Lina Sastri, vincitrice del riconoscimento culturale, istituito dal comune di Gragnano con il sostegno della Regione. All’artista sarà consegnata una statua che riproduce il balsamario a forma di Sirena del VI secolo avanti Cristo, ritrovato nella necropoli di Stabiae durante i lavori del pastificio Gentile. “Sastri ha portato Napoli e la sua cultura sui palcoscenici italiani e internazionali, mantenendo intatto il legame con le proprie radici”, è la motivazione del premio.
Alle 18:45, “MONDOPASTA. La pasta nel mondo. Il mondo nella pasta” riunirà Rachel Roddy, inviata del Guardiane autrice di An A-Z of Pasta, lo storico della gastronomi Luca Cesari, Giulia Mancini, giornalista de Il gusto e Lina Sastri. Una conversazione sulla capacità della pasta di custodire una forte identità italiana e, allo stesso tempo, diventare patrimonio condiviso a ogni latitudine.E l’interprete napoletana alle 20 si esibisce in un concerto in piazza Aldo Moro, dove è allestito Pasta Hub. Che ospita laboratori e iniziative durante l’evento.
Poi nel weekend si entra nel cuore dell’iniziativa. Sabato, lo sguardo si sposterà sulle eccellenze italiane all’estero e sulla pasta come linguaggio universale. Domenica, con “Nel mondo, senza perdere le radici e Intercultura”, saranno invece le esperienze di studenti, famiglie e volontari a raccontare cosa significa conoscere altri Paesi e altri modi di vivere, senza smarrire il legame con le proprie origini.
E proprio da questa idea nascerà un segno concreto: il Consorzio assegnerà una borsa di studio a favore di Intercultura, offrendo a un giovane l’opportunità di vivere un’esperienza di formazione all’estero. Intanto Gragnano si prepara alla sua manifestazione più nota con un piano traffico studiato per l’occasione e parcheggi istituito in più punti del centro. Il sindaco Nello D’Auria: “Da Gragnano un messaggio di pace. Un appuntamento che i cittadini aspettano, anno dopo anno. Saranno tre giorni bellissimi”, assicura il primo cittadino









