Aspettando la festa di San Rocco, patrono del comune salernitano
Manca poco al 16 agosto, San Rocco, festa patronale nella mia Siano, in provincia di Salerno. Protettore contro la peste, le malattie contagiose e le epidemie, ma anche protettore dei cani e degli animali domestici, dei pellegrini, degli emarginati e dei prigionieri.
Il 16 agosto di ogni anno è una festa molto sentita che riunisce tutta la comunità di Siano e che vede partecipe anche gente che non è del posto per vedere la grande processione, la festa, i fuochi pirotecnici, il campanile illuminato e ogni anno un cantante ad allietare il tutto.
In questa occasione la tradizione culinaria prevede “a sarz ca braciol e capra” con la quale si condiscono da tradizione ziti spezzati a mano, e in accompagnamento la percoca sianese nel vino! La braciola di capra è un involtino di carne di capra, tipicamente spalla o coscia, ripieno di erbe aromatiche e pecorino, cotto poi in umido con pelati.
La regione Campania ha ottenuto dal Ministero il riconoscimento per la braciola di capra di Siano (SA) di prodotto tradizionale.
Se volete gustare questa buonissima pietanza ci sarà una sagra dedicata il 7-8-9-10 agosto 2026 in Piazza Borsellino a Siano (SA).







San Rocco
Nato a Montpellier in una famiglia agiata e molto cristiana tra il 1345 e il 1350, all’età di 20 anni Rocco perde entrambi i genitori, decide di donare tutti i propri averi e di intraprendere il viaggio del pellegrino verso Roma.
Si ritroverà spesso a guarire dalla peste in modo miracoloso molti malati venendo egli stesso contagiato e rischiando di morire, così per non contagiare gli altri decide di ritirarsi in una grotta ad aspettare la morte ma viene salvato da un cane di un nobile che gli porta del pane e gli lecca le piaghe e guarisce miracolosamente, così decide di tenerlo sempre con sé – da qui la tipica frase “Sant Rocc e o can”.
Successivamente si imbatte in una guerra dove non viene riconosciuto e scambiato per una spia, così non volendo rivelare il suo nome per non avere “nessun occhio di riguardo” per il suo cognome agiato viene portato in prigione dove morirà da innocente nella notte tra il 15 e 16 agosto 1379.
La ricetta della braciola di capra a casa mia
Braciole di capra – spalla o coscia di capra adulta- pulite e private delle ossa ma non della pelle. Condire con sale, pepe, aglio, prezzemolo ed arrotolare ognuna chiudendole con lo spago. In padella con olio evo mettere le braciole a “sigillare” bene a fiamma alta. Poi “stordire” sfumando con aceto di vino bianco e far evaporare bene. A questo punto se non le si consuma subito si possono anche congelare, altrimenti le si prepara subito: in un’altra pentola -meglio se di terracotta- mettere olio evo, aglio e cipolla ad imbiondire che poi andranno tolti, poi pelati e pomodorini passati fino a coprire le braciole, aggiungere un po’ di acqua e regolare di sale e formaggio grattugiato. Far cuocere o meglio “pippiare” il sugo lentamente per circa 2 ore e poi condirci la pasta, di tradizione ziti o zitoni spezzati a mano.
La braciola di capra può essere gustata anche in un bel panino caldo appena sfornato o, come ho fatto io, addirittura sulla pizza fatta in casa!
In accompagnamento…La percoca giallona di Siano
È una varietà molto particolare del frutto commestibile prodotto dal pesco. La Regione Campania ha ottenuto dal Ministero il riconoscimento per la percoca giallona di Siano di prodotto tradizionale. Presenta un frutto di media pezzatura, di forma rotonda, con epidermide gialla e sovra colore rosa, polpa giallo chiaro, molto consistente e di ottimo sapore. La zona di produzione tipica è la vallata di Siano, nota anche come Valle dell’Orco. È consumata quasi sempre associata al vino rosso o bianco, immersa in brocche di vetro o ceramica: meglio ancora se il vino è autoprodotto.









