Un progetto che unisce in tavola la cucina irpina e calabrese di eccellenza
Una cucina nobile, di stampo mediterraneo e di umili origini che restituisce alla storia tutta la sua dignità, questo è l’obiettivo di Irpiniamo Food & Travel, un progetto ideato dallo Chef Mario Carmine Solimeo che si appassiona alla cucina sin da piccolo osservando sua mamma e sua nonna.
Successivamente consegue la laurea in scienze dell’alimentazione e della gastronomia ed inizia a fare esperienza sia da autodidatta sia con un tour operator francese in vari villaggi turistici in Italia e in Europa, fino a far nascere il progetto Irpiniamo.



Lo Chef Mario Carmine Solimeo, originario della Calabria ma adottivo ormai da anni dell’Irpinia, ha deciso di ideare il progetto Irpiniamo – “Irpinia amore mio food & travel” che può definirsi un vero e proprio ristorante mobile, con lo scopo di “contaminare” i suoi piatti con prodotti irpini e calabresi, ma sempre di eccellenza. Ciò avviene sia in locali in cui è consulente, sia durante eventi e manifestazioni firmati Irpiniamo.
Irpiniamo è un progetto che mette al centro l’Irpinia e la sua cucina portandola nei borghi, nelle piazze, nei giardini privati ed in ogni luogo possibile grazie all’attrezzata cucina mobile. Un modo per far rivivere ai commensali l’esperienza sensoriale più magica che riporta indietro nel tempo, a quando eravamo bambini, rievocando sapori passati.



Lettera dello Chef Solimeo all’Irpinia: un tatuaggio nell’anima.
Undici anni fa sono arrivato in questa terra da ospite ed oggi mi ritrovo a parlarne come l’orizzonte che ha ridefinito il mio destino. Undici anni non sono solo un conteggio sul calendario; sono stagioni di terra bagnata, di nebbie che svelano albe silenziose e di incontri che mi hanno cambiato nel profondo. Oggi sento il bisogno di dire grazie all’Irpinia, di omaggiarla per tutto ciò che mi ha saputo donare. Questo territorio, aspro e generoso, mi ha accolto offrendomi la possibilità di una profonda crescita professionale e mi ha aperto le porte di una cultura gastronomica immensa. Ma il mio non è stato un ascolto passivo. Ho preso questa straordinaria tradizione rurale e ho voluto renderla ancora più preziosa, unica e profondamente personale. L’ho firmata e plasmata attraverso le contaminazioni che ho maturato in ben 35 anni di lavoro condotto sempre ai massimi livelli di serietà e professionalità. È l’incontro tra la sacralità della materia prima locale e il bagaglio di tutta la mia vita spesa dietro ai fornelli. Sento questo legame impresso dentro di me come un tatuaggio sulla pelle, un segno indelebile che porterò a vita. E, allo stesso modo, lascio la mia impronta. Con la mia cucina rurale e il mio progetto Irpiniamo continuo e continuerò a tracciare una strada, dimostrando che la tradizione non è statica, ma può aprirsi al mondo senza perdere mai la propria anima. Grazie all’Irpinia per avermi dato una casa e grazie a questi miei 35 anni di storia che mi permettono oggi di celebrarla con l’autorevolezza e l’amore che merita.








