Il giro di Napoli in 501 luoghi: uno sguardo appassionato su Napoli

Agnese Palumbo e Maurizio Ponticello raccontano cose dimenticate, storie, aneddoti e curiosità

I libri su Napoli non bastano mai. Per conoscere davvero una città meravigliosa e intensa come Napoli non basterebbe una vita. Un concreto aiuto alla conoscenza, all’approfondimento di Napoli e dintorni è offerto dal libro “Il giro di Napoli in 501 luoghi” di Agnese Palumbo e Maurizio Ponticello, edito da Newton Compton. I due tornano a raccontare Napoli dopo il grande successo di “Misteri, segreti e storie insolite di Napoli”.

“Abbiamo riportato alla luce cose dimenticate, seppellite in testi antichissimi e poi completamente sfuggiti al controllo – racconta ad ecampania.it l’autore Maurizio Ponticello –  come il bassorilievo con la Canefora situato sotto l’arco del campanile di San Gregorio Armeno che è stato abbandonato per molti secoli. Per la sensibilità di Aldo, proprietario di una bottega di pastori, è stata custodita e tutelata, proprio all’ingresso del suo negozio c’è il bassorilievo che rimanda ai Misteri Eleusini”.

Guardare Napoli con occhi da ricercatori, un po’ tutto risulta differente perché viene raccontato in modo diverso.  Leggiamo la storia minima che ha fatto grande Napoli, mettendoci non solo dalla parte dei vincitori ma anche dei vinti che troppo spesso vengono dimenticati. Non c’è una cosa in particolare che viene riscoperta, ma l’insieme della storia, cultura e tradizioni di Napoli. È un lavoro certosino che va fatto a 720 gradi perché Napoli è speculare,  non è una guida classica, è una guida antropologica, interpretativa, contiene una parte letteraria con ciò che hanno riportato i classici, autori anche minori e poi messi a confronto”

Maurizio Ponticello definisce il testo “una non guida, non siamo il Touring, raccontiamo storie, arricchite da percorsi misterici, le storie delle fontane, e poi quelle storie classiche che cerca chi compra un libro del genere”. Non manca il racconto storico attraverso la gastronomia, “mettendo insieme sapori, pietre, odori, guglie, misteri perché Napoli è complessa, non può essere limitata”.

Insomma “Il giro di Napoli in 501 luoghi” non è un libro per il turista occasionale ma è quasi una provocazione ai cittadini che dicono di conoscere Napoli ed anche un modo provocatorio per riconoscere le radici, quindi un recupero di identità”.

Nel testo non si racconta solo di Napoli ma “parlando di Napoli capoluogo ci sono delle necessarie incursioni, novità, come ad esempio percorsi nuovi a Pompei come il percorso delle scritte erotiche e scritte politiche, mantenendo sempre uno sguardo particolare; si parla di Plinio, di Boscoreale, dei coralli, di Capo Miseno, Ischia, Castellammare di Stabia. Si parla di tutto ciò che riguarda Napoli che ne è l’epicentro e quindi di tutte queste realtà le ruotano inevitabilmente intorno”.

Sulla copertina compare una vespa azzurra – conclude Ponticello – “evoca simbolicamente il tour che va anche oltre la Campania, la necessità di girare in anfratti, in vicoli, dove si può andare solo con un mezzo comodo per andare alla ricerca del dettaglio così come fa lo sguardo dei ricercatori.

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