Mirabella Eclano e la grande Tirata del Carro

Una delle tradizioni campane più coinvolgenti: la processione della macchina da festa in legno e paglia alta circa 25 metri

Tra le tradizioni campane più apprezzate ed attese ricade la processione del Carro di Mirabella Eclano, in provincia di Avellino, un obelisco alto circa venticinque metri costituito da una struttura di legno rivestita da pannelli di paglia lavorati a mano.

L’obelisco viene trainato per le strade del paese e nei campi durante il sabato precedente la terza domenica di settembre per onorare la Madonna Addolorata. Sei coppie di buoi e una gran massa di persone che reggono le funi di canapa legate all’obelisco, i ‘funaioli’, guidano l’obelisco prendendosi cura del suo corretto cammino. Una eventuale caduta sarebbe vista come un presagio di sventura.

Tutti possono partecipare alla “tirata” delle funi, non solo i cittadini ma anche i visitatori che omaggiano con il loro contributo la Madonna Addolorata.

Culto

Il culto per la Vergine risale al ‘600 quando i contadini per omaggiare la Madonna, allestivano carretti colmi di spighe, che venivano condotti dalle campagne fino al centro abitato. Si trattava di piccoli obelischi su cui si posizionava l’immagine della Madonna o di altri santi, in paglia intrecciata.

Con il passare del tempo, sul finire del secolo, l’offerta alla Madonna si è raccolta nella creazione di un unico obelisco di notevoli dimensioni a cui contribuisce l’intera comunità.

Artisti

Dal 1869 ad oggi si sono succeduti una serie di artisti che hanno diretto i lavori di progettazione e realizzazione della struttura e dei pannelli in paglia e grano. Il primo progetto artistico è firmato da Stanislao Martino di Fontanarosa, una cittadina confinante con Mirabella, che disegnò la macchina da festa con elementi di somiglianza alla guglia dell’Immacolata di Napoli, con registri, volute, spigoli e la balaustra nel terzultimo registro. Il Martini abbandonò la direzione dei lavori nel 1881 e fu sostituito dal fratello Generoso e Prisco Alfonso Capodanno che in particolare introdusse nuove tecniche per la lavorazione della paglia, aggiungendovi elementi decorativi e figurativi. Capodanno insieme con il falegname Giuseppe D’Amore consolidarono la struttura portante escogitando anche un modo per smontare il Carro: coricato all’indietro poi smontato.

Capodanno morì nel 1923, gli successe Luigi Faugno autore di quella veste artistica di cui ancora si gode la bellezza. Dagli anni ’50 al 2006 il lavoro è stato diretto da Giotto Faugno e dal 2006 da Giotto junior.

La festa

L’evento dura a lungo, circa cinque ore, e termina con il trasporto in trionfo del timoniere e con la benedizione degli animali davanti alla chiesa della Madonna Addolorata.

La meravigliosa macchina da festa è da secoli l’orgoglio e il simbolo della comunità di Mirabella e in essa si fonde sacro e profano con il significato intrinseco della morte e rinascita della vegetazione attraverso il lavoro dedicato alla realizzazione del carro, smontato dopo la festa e rimontato ad agosto, a termine del ciclo annuale. Durante l’anno il carro è sottoposto a lavori, restauri, accorgimenti che coinvolgono nelle operazioni la comunità intera che ritrova così il senso meraviglioso di appartenenza ad una terra colma di storia e cultura.

La foto è tratta dalla Pagina Facebook Il Carro di Mirabella Eclano

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