Oltre 8mila fedeli riuniti nella città mariana per la tradizionale preghiera
E’ soprattutto il messaggio per la pace di Papa Leone XIV , con i suoi insegnamenti nell’Enciclica Magnifica humanitas quello che l’Arcivescovo Paolo Rudelli, sostituto per gli Affari Generali della Segreteria di Stato Vaticano, ha portato ai fedeli riuniti a Pompei in occasione della prima domenica di ottobre. Rudelli ha pronunciato l’omelia della celebrazione eucaristica celebrata prima della Supplica che ritualmente viene recitata due volte l’anno nella città mariana, rivolto anche ai genitori smarriti oggi davanti alle violenze dei figli. Rudelli è stato accolto dall’arcivescovo di Pompei, Monsignor Tommaso Caputo. Oltre 8mila persone si sono riunite a Pompei questa mattina, mentre altre decine di migliaia di devoti erano collegati in diretta da tutte le nazioni del mondo, attraverso i canali Tv e online. Erano 3mila, infatti le sedie collocate in piazza, e altre 3mila in piedi, più 2mila nella basilica hanno potuto seguire la cerimonia da uno schermo. Davanti all’altare, in Piazza Bartolo Longo, presenti le rappresentanze istituzionali, i sindaci dei comuni del circondario, il clero delle diocesi del territorio e tutti i rappresentanti di associazioni e quanti svolgono attività delle innumerevoli opere caritatevoli fondate da San Bartolo Longo. La spiritualità francescana è stata richiamata da monsignor Caputo: «Bartolo Longo additava in Francesco la figura della Carità, della fratellanza universale e della pace. Quanto si proponeva con le opere caritative, era un ideale che gli veniva ispirato in modo particolare dalla spiritualità francescana». Rudelli ha esortato i fedeli, devoti e zelanti della “città mariana”, quale è Pompei, di aspirare alla creazione di una “civilità dell’amore”: “Meditiamo l’apparire in Cristo di una “magnifica umanità” e portiamo a Dio le realtà di oggi, specialmente le più tribolate, perché vinca la vita, avanzi la pace, prevalga la giustizia”. L’arcivescovo ha dedicato anche un pensiero ai giovani e ai genitori che oggi sono smarriti davanti alla violenza crescente e si domandano “Cose dovevo fare di più”, ricordando come, nella Bibbia, anche Dio se lo chiede davanti alle violenze umane. “Ma Dio non si rassegna! – ha ricordato e incitato – Alziamo, dunque, lo sguardo, cari fratelli e sorelle”, indicando la facciata del santuario di Pompei, dedicato alla pace, una parola segnata sulla facciata, mentre “il mondo ancora non sapeva di andare incontro a due Guerre Mondiali”.









