Il fascino settecentesco della Casina Vanvitelliana

A Bacoli la storia del suo specchio d’acqua e la sua casina di caccia

La Casina Vanvitelliana è un affascinante casino di caccia settecentesco costruito nel territorio di Bacoli. Si trova nel lago Fusaro e solo un pontile arcuato la collega alla terra ferma, dalle sue stanze si gode un panorama a 360° sullo specchio d’acqua.

Il lago, dalla forma quasi trapezoidale, è famoso per l’allevamento delle cozze, lo stesso Alexander Dumas lo testimonia ne Il conte di Montecristo, ma i suo prestigio è cresciuto proprio grazie alla casina di caccia.

L’area divenne nel 1752 la riserva di caccia dei Borbone e sotto Ferdinando IV, nel 1782, furono commissionati i lavori per la casina. Carlo Vanvitelli progettò la struttura ed è per questo che l’edificio prende il suo nome. E’ una struttura a due livelli che si ispira alle pagode cinesi, tre corpi ottagonali si intersecano tra loro. Vanvitelli realizzò delle ampie vetrate su ogni versate della casina in modo da rendere l’ambiente sempre luminoso e da valorizzare la vicinanza al lago.

L’intero era stato decorato da Jakob Philipp Hackert, pittore settecentesco ma soprattutto primo restauratore della reggia di Capodimonte. All’interno Hackert aveva realizzato il Ciclo delle quattro stagioni, era talmente orgoglioso della sua opera che disse a Johann Wolfgang von Goethe che quello era il suo miglior lavoro napoletano. Ad impreziosire il tutto c’erano arredi in stile roccocò e tele in seta di San Leucio. Gli ospiti illustri sono stati tantissimi Gioacchino Murat, lo zar Nicola I, Luigi Einaudi ecc…

Purtroppo il ciclo di affreschi così come gli arredi sono stati danneggiati durante la rivoluzione del 1799 e poi totalmente distrutti durante la seconda guerra mondiale.

Per questo oggi non si può godere dell’autentica bellezza settecentesca della casina. Nonostante ciò resta vivo il suo fascino, con la sua elegante struttura che sembra emerge dal lago stesso, è la meta perfetta per romantiche passeggiate dal tramonto.

La casina è aperta al pubblico il sabato pomeriggio, l’intera giornata la domenica e nei giorni festivi. L’associazione PHLEGRAEUS si occupa delle aperture. Il biglietto d’ingresso è di 3 euro.

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