Nusco: la tranquillità e la gastronomia nella filosofia della Famiglia Pepe

Nelle parole di Roberto, albergatore, i perché di un viaggio inaspettato

Scrivi Irpinia e pensi alle verdi colline, alle cime dei monti innevati d’inverno e fioriti in estate, pensi ai vini DOC, pensi alla pace… pensi. Ma tutto ciò ha una realizzazione, una forma ed un nome: Nusco.

Il piccolo borgo, a piedi dell’altopiano del Laceno è un vero e proprio gioiello ricostruito dopo il disastroso terremoto del 1980  e ricostruito con saggia maestria con il recupero dei portali d’epoca ed il suo centro storico che gli permettono di essere annoverato tra i borghi più belli d’Italia.

Siamo stati a Nusco, ospiti di Roberto Pepe, un giovane imprenditore avellinese che con la sua famiglia porta avanti un brand, una filosofia ed una cultura enogastronomica racchiusa e raccontata alla perfezione dalla loro struttura, l’albergo Villa Rosa.

“Venire a Nusco – esordisce Roberto – è seguire le orme dei latini e del loro motto Mens sana in corpore sana, tra vino, funghi, formaggi e tartufi il nostro territorio è molto gemeroso, nonostante le innumerevoli difficoltà.”

Roberto gestisce con mammaMichela, papà Giovanni e il fratello Marco sono prima di tutto “amici” con la clientela gestendo il rapporto con il cliente con disponibilità e col sorriso sulle labbra, se ciò non bastasse poi, c’è sempre la cucina della signora che grazie al connubio tra i sapori delle colline irpine riesce a conquistarti.

“Il nostro obiettivo è far sentire il cliente a casa propria – continua Roberto –  con coccole e magari qualcosa in più che può essere la tranquillità  o la nostra cucina. Coinvolgiamo in tutte le nostre attività la nostra clientela, al mattino i nostri ospiti possono recarsi nell’orto a raccogliere frutta e verdura che poi porteranno in cucina e si ritroveranno a tavola, cucinato dalle sapienti mani del nostro staff.

Il Villa Rosa sta  raccogliendo i frutti di questa predisposizione al cliente anche a livello internazionale: “Abbiamo dei gruppi di giapponesi che vengono da noi due volte l’anno, per imparare la cucina italiana che studiano in Giappone e metterla in pratica ai nostri fornelli. Inoltre ho stretto rapporti con alcuni gruppi Finalendesi, che ho “rapito” portando in Finlandia i nostri prodotti, li ho letteralmente, presi per la gola.”

Una dimensione tutta da scoprire, nella pace di Nusco, Roberto ci tiene a sottolineare che il cliente ed il relativo rapporto che si crea è basilare per la riuscita della loro filosofia aziendale: “Pensate che nelle nostre camere non c’è frigobar per scelta, il cliente “deve sentirsi costretto” a parlare con noi, a sentire il nostro saluto, la nostra buonanotte anche se gli occorre un banale bicchiere d’acqua.”

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