I sette castelli che difendono Napoli

Un percorso per scoprire la storia della città attraverso le sue fortezze

Forse non tutti lo ricordano ma a Napoli ci sono sette castelli. Insieme garantivano una solida difesa alla città controllando l’entroterra e il mare, da San Giovanni a Teduccio fino a Posillipo. Costruiti in epoche diverse, ognuno rappresenta un momento fondamentale di questa città. Tutti hanno subito cambiamenti e di alcuni rimane molto poco. Lungo la costa ci sono: la fortezza di Vigliena, il castello del Carmine, Castel Nuovo (Maschio Angioino), Castel dell’Ovo e il castello dell’isola di Nisida, mentre nell’entroterra il Castel Sant’Elmo e il Castel Capuano. Cosa si incontra oggi facendo una ad una le sette tappe? Scopriamolo!

Il viaggio inizia nello stradone Vigliena 15, nel quartiere di San Giovanni a Teduccio, dove ci sono i resti della fortezza di Vigliena. Costruita nel pieno della dominazione spagnola del 1700, era una struttura alta sei metri e dalla pianta pentagonale, oggi solo alcuni muri ne delineano il perimetro. Quando nel 1799 l’esercito sanfedista entrò a Napoli per far cadere la Repubblica Partenopea e ripristinare la monarchia borbonica, la fortezza è stata il baluardo di difesa dei napoletani. Pur di indebolire l’avversario i repubblicani diedero fuoco all’armeria della fortezza sacrificando le loro stesse vite.

Proseguendo verso Napoli, lungo via Marina, ci incontrano due torri medievali, sono ciò che resta del castello del Carmine distrutto per i lavori di risanamento di inizio Novecento. Era stato edificato nel XIV secolo per controllare l’area del porto e di piazza Mercato, le zone più densamente abitate e caotiche. La sua storia è legata alla repubblica del 1647, nata dalla rivolta di Masaniello. La zona di piazza Mercato è stata la scenografia di tutti gli eventi di quegli anni e il castello del Carmine il presidio militare dei repubblicani.

Continuando su via Marina, verso piazza Municipio, si trova un castello che non ha bisogno di presentazioni: Castel Nuovo, anche detto Maschio Angioino. E’ il castello simbolo della città, voluto da Carlo d’Angiò nel 1266 quando trasformò Napoli in capitale del suo regno. Ha subito alcune modifiche nei secoli ma restano alcuni elementi caratteristici come l’arco trionfale tra le torri d’ingresso, che rappresenta l’entrata in città di Alfonso d’Aragona nel 1443.

Il prossimo castello, che si raggiunge continuando lungo la strada che costeggia il mare, rappresenta l’anima più antica di Napoli, è il Castel dell’Ovo. Sia la leggenda che la storia dicono che è da questo scoglio che è stata fondata la città dai greci. Una leggenda vuole che Virgilio abbia nascosto nelle segrete del castello un uovo, finché resterà integro lo sarà anche la città. Alcuni napoletani amano crederci invece altri solo raccontarlo, infondo questa leggenda rappresenta il fragile, ma durevole, equilibro di questa città.

L’ultimo castello di Napoli sul mare è nell’isola di Nisida. Costruito nel XIV secolo per difendere la città dai pirati è diventato durante il viceregno spagnolo lazzaretto, ricovero per i marinai malati che arrivavano in città. Con i Borbone è stato carcere e dal 1934 è un penitenziario minorile. Il castello per quanto integro ha subito molte modifiche. La funzione di confinamento che l’isola ha avuto nei secoli ha preservato le sue bellezze naturali, che oggi si possono apprezzare nel Parco Letterario.

All’interno della città si trovano invece Castel Sant’Elmo e Castel Capuano.

Sulla collina del Vomero troneggia il Castel Sant’Elmo. Roberto d’Angiò l’aveva fatto edificare nella prima metà del XIV secolo. Grazie alla sua posizione si poteva sorvegliare tutta Napoli. Castel Sant’Elmo è stato protagonista di moltissimi eventi, conquistarlo significava avere sotto scacco tutta la città. Oggi conserva l’aspetto di un castello medievale e dalla sua piazza delle Armi c’è la più bella veduta di Napoli.

L’ultimo castello si trova a Forcella, cuore pulsate della città. Il Castel Capuano era stato costruito nel XII secolo per difendere la città, diventato poi residenza della corte di Federico II. Nel XVI secolo il vicerè spagnolo trasferì nel castello il Tribunale della Vicaria, divenne sede della giustizia mentre la sua piazza e le sue carceri la dimostrazione che era meglio non trasgredire la legge. Del suo passato restano sale bellissime ma anche terribili fatti di cronaca e leggende di fantasmi.

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