Paolo Gardelli: “Dopo questa crisi, vivremo un nuovo Rinascimento”

Da Forlì a Stabia per amore dell’archeologia. “Vivo la mia quarantena a Roma studiando”

“Sono convinto che superata la crisi ci sarà un nuovo Rinascimento che coinvolgerà non solo il settore culturale ma l’intero territorio nazionale. Una nuova fase di slancio che ci farà davvero rinascere”. Paolo Gardelli è un archeologo e guida turistica abilitata della Regione Campania. Romagnolo di Forlì, dal 2009 è in Campania, ha lavorato nelle ville romane di Castellammare di Stabia, girato tantissimo per la regione, tanto che afferma di “conoscerla abbastanza bene”, un dottorato all’Università di Monaco, ma la sua quarantena la sta vivendo a Roma: “Ero salito per qualche giorno a trovare la mia ragazza e sono rimasto bloccato qui – ci spiega. Forse vivo ancora di più la nostalgia del distacco da Pompei e Stabia, ma dobbiamo restare in casa, poi quando tutto questo sarà finito ne sono sicuro usciremo tutti rafforzati”.

Paolo vive le sue giornate nella città eterna “studiando e lavorando per la tesi del dottorato in Germania. Ho la mente abbastanza impegnata tra relazioni, articoli e poi cerco di dedicarmi allo studio di nuovi percorsi di visita. Leggo sempre tanto tra libri di archeologia, guide dei musei e saggi. Ma lo ammetto in questo momento mi manca il contatto con i turisti e andare in giro. Mi mancano anche le domande assurde di alcuni turisti di lingua anglofana che mi è capitato di accompagnare nel corso di questi anni”.

Ci fai qualche esempio? “Ricordo una famiglia inglese che voleva sapere se ci fosse un bus per girare all’interno del parco archeologico di Pompei, oppure quei crocieristi americani che sbarcati arrivati agli scavi mi chiesero la distanza che ci fosse da Istanbul perché erano convinti che fossero in Turchia. Paradossi che da far cadere le braccia, ma che oggi un po’ mi mancano” – continua Paolo.

Tour e visite guidate sospese e all’orizzonte, al momento, non sembra esserci ancora una data di ripartenza: “Per quest’anno la vedo grigia, spero che si possa ricominciare da luglio-agosto, magari con un po’ di turisti dal nord Europa e con gli italiani, ma è ancora presto per dirlo”.

Vedere alla crisi come un’opportunità, per Paolo questa situazione può rappresentare “l’occasione per fare una seria riflessione sulla politica del turismo che c’è in Italia. Purtroppo la nostra è una nazione che ha sempre dato per scontato il turismo, convinti da sempre che l’immenso patrimonio storico-artistico fosse sufficiente. Basti pensare alla mancanza di una regolamentazione chiara e univoca sulla professione delle guide turistiche. Ecco per ripartire avremmo di sicuro bisogno di una nuova strategia, ma resto ottimista e sono convinto che superato tutto questo vivremo un nuovo Rinascimento culturale e nazionale. Resto in casa e resto ottimista. Fatelo anche voi” – conclude Paolo.

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