Spaghetti alla puveriello, la felicità nascosta in una cucina umile

Un antichissimo piatto della tradizione napoletana, amatissimo da Eduardo De Filippo

Siamo a Napoli nel dopoguerra, epoca del contrabbando e del mercato nero. Era necessario a quei tempi, arrangiarsi in tutto e per tutto, stringere la cinghia come si suol dire. Anche in cucina ero lo stesso. Io me le immagino le nostre nonne ed i loro mariti, in piedi dinanzi ai fornelli, ad essere felici con poco. Voi no?

I nostri cari ci hanno lasciato in eredità, non soltanto deliziose ricette realizzabili in tempi rapidi e a poco costo, ma anche l’arte del sapersela cavare, dentro e fuori dalla cucina.

Lo spaghetto alla puveriello, è uno di quei piatti della tradizione napoletana intramontabili: utilizzando pochi ingredienti, negli anni ’40 erano capaci di fare cose straordinarie. Uno spaghetto intriso di forza di volontà e speranza, un primo piatto amatissimo anche dal grande Eduardo De Filippo.

La combinazione è davvero elementare: spaghetto, uova alla occhio di bue e sugna. Ebbene sì, la ricetta tradizionale era sostanziosa, ma oggi è possibile utilizzare al posto della sugna anche l’olio d’oliva.

Preparazione: cuocete gli spaghetti e friggete l’uovo in padella (con la sugna o con olio). Quando la pasta sarà cotta, mi raccomando al dente, adagiate l’uovo sugli spaghetti e spolverizzate il tutto con parmigiano grattugiato e pepe macinato. Fate attenzione a non spappolare troppo l’uovo.

Buon appetito!

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